La Scienza del vicino è sempre più verde.

Quando ero giovane pensavo che da “grande” avrei fatto l’astrofisico o il matematico. Mentre per la matematica avevo le idee molto chiare, per l’astrofisica ero convinto che uno dovesse studiare astronomia e non fisica. Purtroppo a quei tempi per studiare astronomia uno doveva andare a Padova, ed io ero troppo legato alla Toscana. Così scelsi di andare a studiare matematica a Pisa e mi misi alle spalle l’idea di fare l’astrofisico.

Non abbandonai però la passione per l’astronomia, l’astrofisica e la cosmologia, continuando a leggere tutto ciò che la mia poca cultura fisica mi permetteva e mi permette di leggere (non vado oltre la teoria ristretta della relatività e la meccanica quantistica, troppo poco per affrontare seriamente la letteratura specializzata in astrofisica e cosmologia). L’altro giorno come lettura facile facile estiva ho iniziato a leggere il libro di Kip Thorne “viaggiare nello spaziotempo”, e mi è ripresa una sorta di nostalgia per non aver preso la strada di Thorne (ma per carità, non avrei certo vinto il nobel come lui). Vabbè è stato un attimo, proprio come il famoso detto “l’erba del vicino è sempre più verde” solo che per me l’erba è la Scienza (è anche quell’altra cosa deliziosa, ma qui si aprirebbe un altro discorso 😉)

8 Replies to “La Scienza del vicino è sempre più verde.”

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