Il Che incontra Gesù [puntata finale]

[Riassunto puntata precedente: Ernesto Che Guevara arriva in paradiso ed ha uno spiacevole incontro con dio.]


Ernesto ovviamente neanche prese in esame il comandamento di dio. “Vada lui a spazzare le schifezze buttate nelle strade di questo bordello” pensò mentre si allontanava da dio, furente ed impotente allo stesso tempo, non poteva fulminare il Che dato che era già morto e neanche poteva spedirlo all’inferno.


Il Che iniziò a vagare per le strade del paradiso, luride come nemmeno l’Avana quando era il bordello ufficiale degli USA. Santi ed angeli a quanto sembra se ne fottevano sia dell’ambiente che della pulizia, pensavano solo a divertirsi, bere e drogarsi come se non ci fosse un domani.


“Ma io” si chiese il Che “come cazzo sono finito quassù? Il mio posto doveva essere l’inferno, non certo questo bordello tra le nuvole”.
Ernesto non poteva sapere quel che era accaduto all’inferno, sulla terra non era mai arrivata la notizia della rivoluzione, tenuta ben nascosta da dio e compari, ed i preti continuavano a raccontare le solite balle su Lucifero e le pene perenni infernali.


Fu così che vagando per le strade il Che arrivò davanti ad un’enorme televisore 3D montato sulla facciata del grattacielo sede dell’ambasciata vaticana.
Un angelo, vestito stile militare prussiano, stava leggendo le ultime notizie del mondo ultraterreno.

“ … ed è per questo motivo che il consiglio dei ministri del paradiso, guidato dal nostro adorato Dio ha deciso di chiedere alle altre nazioni ultraterrene unite contro il pericolo comunista (Valhalla, Olimpo, Tunkul) di dichiarare un embargo totale contro la Repubblica Comunista Infernale. Il nostro amato Dio ha dichiarato ieri sera in conferenza stampa che i comunisti non vinceranno mai e che Lucifero sarà presto sconfitto”.

“¡En el infierno hicieron la revolución!” esultò tra se stesso il Che “I compagni laggiù non sono stati con le mani in mano. Ecco perché Dio non mi ha mandato all’inferno. Ora occorre fare qualcosa quassù.”


Con questi pensieri in testa Ernesto continuò la sua esplorazione del paradiso. Le strade brulicavano di santi ed angeli. “Ma dove sono tutti i morti finiti in paradiso? Qui ho visto solo dio, qualche santo, angeli ed angelesse.” si chiese il Che.

Si decise quindi a fermare un passante (anche lui sicuramente un santo, vista l’aureola) per chiedere informazioni.

“Hola señor santo, mi puo’ dire dove sono tutti i morti arrivati in paradiso in questi millenni?”

“Sei appena arrivato a quanto capisco. Pietro non ti ha spiegato niente?”

“Veramente mi ha accolto il vostro Dio, era incazzato come una biscia e non mi ha spiegato niente”

“Ah già, papà e’ sempre incazzato da quando ha dovuto chiudere ogni accesso all’inferno. Comunque sono tutti nella bidonville alla periferia del paradiso, anche a te sicuramente sarà stata assegnata una baracca. Ora sei contento?”

“Cosa? Bidonville? Papà? Madre de Dios! Ma allora tu sei Gesù!!” Esclamò Ernesto tra l’incazzato ed il divertito. “Ma non dovresti essere biondo?”

“Ci risiamo, tutta colpa di quel coglione di Giotto! Non posso essere biondo, sono palestinese, lo capisci? O almeno, mia madre terrestre era palestinese.”

“Scusa, fammi capire, tu sei Gesù, in paradiso c’è una bidonville per tutti i defunti che non sono stati dichiarati santi santi, dio è sempre incazzato e qui è un porcaio indescrivibile. Ma l’amore universale che predicavi che fine ha fatto?”

“Amore universale? Ma lo capisci che questa è una dittatura. Sì sì, lo so cosa predicavo, sarò anche strafatto di coca ed alcool ma mica dimentico. Tutta colpa di quel bischero dello spasimante di mia mamma, Giuseppe. Da bambino Giuseppe non ha fatto altro che infarcirmi la testa con idee come <<tu sei il figlio di Dio>>, <<sei qui per prendere su di te tutti i peccati del mondo>> ed altre fesserie del genere. Ed io bischero totale gli ho creduto. E quindi via con la predicazione, con i miracoli, sino a che non mi hanno inchiodato ad una croce insieme ad altri due poveracci. E poi? Arrivo in paradiso e scopro che Gabriele era l’amante di mia mamma e che il mio papà semplicemente se ne fotte di voi umani. Lui vuol essere adorato, ma della bontà ed amore gli interessa men che zero. E quindi eccomi qui da più di duemila anni a bere e drogarmi per dimenticare dove sono e come sono stato imbrogliato. Contento ora?”

“Cazzo” disse il Che “certo che capisco. Qui occorre rimediare. Tu mi sembri fondamentalmente un buon dio, ed io un’ideuzza l’avrei. La barba ce l’hai, fumi mariuiana e mi ricordi proprio i miei cari compagni Barbudos. Hai presente Cuba quando era sotto il giogo degli USA? Beh, fai conto che il paradiso sia come Cuba, io e te potremmo cercare altri compagni e … “

FINE

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