Capitolo 7 (le storie di Pinka)

La teoria delle categorie

Dove Pinka mette in pratica il suo amore sconfinato per la matematica.

Ho sempre amato la matematica, soprattutto la logica e l’algebra. Forse avrei potuto diventare una professoressa di logica, ma la fame di sesso e di avventure mi ha portato su un’altra strada. A volte la passione guida in modo inconsapevole le nostre azioni, così una volta, finita una rischiosissima missione segreta, mi ritrovai senza capire il come e per-ché davanti all’ingresso del dipartimento di matematica della celebre università del PonteCam (su Initial, pianeta devoto alla scienza pura).

Un po’ intimorita dall’austerità del luogo entrai dentro il dipartimento. I corridoi erano disseminati di lavagne dove gruppetti di studenti discutevano animatamente di teoremi e teorie avanzatissi- me apprese nei vari corsi. Così, assorta e sognante per quell’ambiente a cui non ero minimamente abituata, salii le scale che portavano agli studi dei professori.

Ogni porta aveva una targhetta con il nome del docente… Prof. Frank Ystr, esperto in teorie omologiche, Prof.ssa Mary Pop, esperta in analisi di variabili ipercomplesse, Prof.ssa Fumiko Asai, esperta in teoria delle categorie. . . Fumiko Asai? Non era possibile che fosse la stessa Fumi con cui avevo scopato anni fa sulle spiagge deserte di corallo di Amor Feram. No no, era impossibile, Fumi era una ragazza devota al sesso selvaggio ed irrazionale, nessuna regola, solo sesso. Non poteva essere una matematica non poteva essere una che per scelta fa delle regole e del raziocinio la ragione della propria vita. Comunque per togliermi ogni dubbio bussai alla porta pressoché convinta di trovarmi di fronte una occhialuta e scialba matematica.

“Avanti” disse una voce, io entrai e . . . cazzo, era proprio la Fumi con cui avevo scopato. “Pinka? Ma non è possibile!” Urlò Fumi dallo stupore. Io invece imbambolata la fissavo. Fissavo la sua tenera faccina, le sue tettine favolose, la sua passerina depilata. “Dai, entra, che fai sulla porta?” Ancora inebetita dall stupore entrai. Fumi mi fece accomodare sul divano ed iniziammo a parlare. Mi raccontò tante cose della sua vita, di come aveva unito in modo armonioso la passione della matematica alla passione del sesso, di come la matematica non fosse rigidità di pensiero, ma fantasia, fantasia sfrenata.
Ero totalmente rapita dal suo racconto che non mi accorsi neanche che si era seduta vicino a me. Con la mano iniziò a carezzarmi il cazzo che subito divenne duro come un ramo di mogano. Io ri

cambiai infilando la mia mano nella sua passerina bagnatissima. Poi iniziammo a baciarci rotolando in terra. Mi ricordai poi della passio- ne di Fumi di essere presa da dietro, al pensiero seguì l’azione e Fumi si mise a pecorina. Lo infilai nella sua passera che ormai era bollen- te. . . . sino a che non venimmo all’unìsono. Venni e poi finii l’opera leccando la sua passera umidissima e straboccante del mio sperma.

Tutto questo di fronte alla lavagna che austeramente riportava i diagrammi delle categorie monoidali . . . eh sì, lo posso proprio dire, Viva la Matematica, specialmente se si chiama Fumiko.

Che l’orgasmo sia con voi!

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