Capitolo 11: In giro con il C.A.R.D.I.S. (le storie di Pinka)

Dove Pinka, per soddisfare la sua voglia di viaggiare, deve fare sesso selvaggio con una inaspettata ragazza.

Era una bellissima mattina di maggio ed avevo appena passato un’intera notte di follie alcoliche e sessuali con Marta. Fantastico direte voi, vero? Eh no care ciccine e ciccini, ero letteralmente distrutta, Marta mi aveva appena confessato di amare Veronica, e che quella passata sarebbe stata l’ultima notte di sesso con me.

Non potevo crederci che preferisse Veronica alla sottoscritta, Veronica non aveva neanche il cazzo (il mio sembrava piacere così tanto a Marta) ma in effetti aveva una bellissima passera succulenta e sempre bagnata. A volte avrei volute essere completamente una donna per provar cosa si prova ad avere la passera. Vabbè, dovevo dimenticare e per dimenticare dovevo viaggiare.

Aspettai trattenendo le lacrime che Marta uscisse di casa, aprii lo sportellino del trasduttore spazio temporale e . . . cazzooooooo non funzionava!!! Mi ero completamente dimenticata di fare il tagliando di controllo tecnico annuale, e senza il tagliando il trasduttore non poteva funzionare. Oltretutto era sabato, ed il laboratorio per le verifiche annuali dei trasduttori non avrebbe aperto sino a lunedì.

No, no, no, non era possibile, ero stata appena mollata da Marta ed il trasduttore si rifiutava di funzionare. Che fare? Non mi rimaneva che chiamare mia cugina Ohw per chiederle un piacere immenso . . . volevo che mi prestasse il suo CARDIS.

Eh già, Il CARDIS, ovvero Cazzutissimo Apparato Temporale ad Inerzia Spaziale , non è niente altro che la versione fighissima della ben nota cabina del Dottor Chi. Esattamente come il trasduttore spazio-temporale permette di spostarsi in ogni luogo nello spazio e nel tempo.

Come temevo Ohw disse subito di no, aveva paura che gli rovinassi il CARDIS, e poi chi lo sentiva suo padre, chi la ripagava del danno che avrei sicuramente fatto, ecc. ecc. Provai in tutti i modi a convincerla, ma il diniego sembrava ferreo . . . sino a che Ohw se ne venne fuori con un “Ok Pinka, ti presto il CARDIS, ma tu dovrai scopare con me, e dovrai farlo questa stessa mattina!”

Cazzo, mia cugina voleva scopare con me? Ma non era una secchiona di fatto asessuata interessata solo alla storia medioevale del pianeta Sad? Non la vedevo da almeno 5 anni, e l’ultima volta mi aveva distrutto le palle con una pippa infinita sulle scale mal temperate degli strumenti musicali medioevali di Sad. Una palla gigantesca, di quelle da voler scappare via. Ero convinta che ormai avesse le ragnatele alla passera causa mancato utilizzo. Ma la voglia di viaggiare era troppo forte, dissi di sì e mi preparai a riceverla.

Passarono neanche 10 minuti che sentii suonare alla porta. Era già arrivata, ed io nemmeno avevo fatto in tempo a mettermi qualcosa di decente sulla bocca . . . ma vista la sciattaggine di Ohw non mi preoccupai più di tanto.
Andai ad aprire la porta e davanti mi si parò una bellissima bionda. Un corpo da urlo, un paio di tettine favolose ed un viso dolcissimo … ma chi era quella dea? “Ciao Pinka, non mi fai entrare?” esordì la sconosciuta, ed io imbambolata non sapevo che dire. Vedendomi incantata come un pesce lesso parlò di nuovo: “Ma non mi riconosci? Sono Ohw, tua cugina!” Quella era Ohw? Quella figa pazzesca era la mia cugina racchia? Doveva essere un sogno, avevo sicuramente bevuto troppo. Seccata dal mio comportamento Ohw entrò in casa spostandomi di lato ma nel farlo mi carezzò velocemente il cazzo che come un soldatino si mise subito sull’attenti. Ohw vide e si mise a ridere … “ma sì sono cambiata cara cugina, cinque anni sono tanti, la vecchia Ohw interessata solo al medioevo di Sad non esiste più, davanti a te c’è la nuova Ohw . . . ed ho voglia di te, delle tue tette e del tuo cazzo.”

Senza nemmeno rendercene conto eravamo già avvinghiate volando per la stanza (avevo acceso il dispositivo antigravità). Infilai la lingua nella sua dolcissima passerina (non ci crederete, ma sapeva di miele) ed iniziai a leccare, leccare e leccare ancora. Ohw iniziò a dimenarsi dal piacere e più si dimenava più godeva … in poco arrivò al suo primo orgasmo urlando dal piacere. Ma non era certo sazia, prese in bocca il mio cazzo ed iniziò un favoloso pompino . . . non dovevo venire, era troppo bello per finire velocemente. Dopo un tempo che mi parve infinito Ohw, staccò la bocca dal mio cazzo e con la mano se lo infilò nella passera … continuammo così, bocca e passera, passera e bocca sino a quando venimmo insieme, io sborrai come non mai e lei lanciò un nuovo urlo di piacere. Ci tenemmo abbracciate, mentre lei mi carezzava dolcemente. Era stato bellissimo.

Owh, alla fine andò a fare la doccia, quando tornò, con i capelli bagnati sembrava una dea. “Cugina cara, il Cardis è tuo per tre giorni, se me lo rovini ti taglio quel bellissimo cazzo!”

“Affare fatto, Ohw, non temere, lo riavrai intatto”.

Ma Ohw non aveva finito con le sue pretese, “beninteso mi trat- terrò nella tua casa sino al ritorno, ed userò tutti i tuoi sex-toys”. Come potevo dirle di no? Ora dovevo solo decidere dove andare. Ave- vo bisogno di qualcosa di diverso. Dopo la scopata furibonda con Marta la notte scorsa ed il fantastico sesso con Ohw avevo voglia di qualcosa di diverso dalla passera . . . ma cosa? Accesi il mio IperMac ed interrogai Gugol . . . le proposte fioccarono, ma mi sembravano tutte banali. Sino a che arrivai a questa voce:

Lingam: quarto pianeta del sistema solare Dick, si trova circa a metà del secondo braccio a spirale della via lattea. Pianeta con climi molto simili a quelli di Arturo, fu scoperto agli inizi del 1200 DGS (la data ufficiale è incerta). Su lingam ogni organismo vivente ha la forma e la funzione di un cazzo.

Era quello che cercavo un pianeta di soli cazzi, cazzi ovunque. Ero pronta, ad assaggiare tali prelibatezze. Detti un bacio di com- miato a Ohw . . . bacio che si trasformò velocemente in una seconda grande scopata. Alla fine uscii di casa (certo che la cugina era proprio un’assatanata) e mi diressi al Cardis. Lo cavalcai e partii . . . via verso Lingam.

Il vortice dello spazio-tempo mi avvolse.

Dopo poco atterrai su Lingam. Credo di essere giunta in una zona molto temperata. Il clima era ideale e la vegetazione rigogliosa. Iniziai l’esplorazione, e sì davvero c’erano cazzi ovunque.

Il primo incontro notevole lo feci con un aquilazzo, uccello senziente incrocio tra un’aquila ed un cazzo. Parlai un po’ con l’uccello, ma non troppo (gli aquilazzi non sono molto loquaci). Ma prima che potessi pensare ad altro mi ritrovai il cazzo dell’aquilazzo in bocca. Lo spompinai a lungo e quando venne se no volò subito via . . . nemmeno un ciao, non proprio un simpaticone in effetti.

Dopo poco vidi dei cazzofunghi, turgidi e davvero sodi … potevo lasciar perdere? Eh no, come si dice “cazzo ricco mi ci ficco” o meglio fu il cazzofungo a ficcarsi nel mio culo . . . meglio di qualsiasi dildo anale avessi mai provato prima.

Andai avanti così assaggiando tutti i tipi di cazzi del pianeta per tre giorni di fila. Arrivata al terzo giorno il culo mi bruciava assai e la bocca era un po’ stufa di tutti quei pompini a ritmo continuato, era tempo di tornare a casa.

Arrivai a casa, puntualissima come promesso. E sì dopo tutti quei cazzi avevo davvero voglia di un po’ di passera. Ohw non se lo fece ripetere due volte . . .

Che l’orgasmo sia con voi!

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