Capitoli 12, 13 e 14 delle Storie di Pinka

Oggi è domenica, e quindi come omaggio pubblico ben tre capitoli (molto brevi) delle storie di Pinka.

Capitolo 12: La leggenda di Cho-zo

Dove Pinka ha un incontro ravvicinato e molto umido con un essere fantastico.

Le leggende giapponesi sono tantissime e spesso parlano di spiriti. Vi ho già raccontato della Nure-Onna, ora è la volta di Cho-zo. Ve lo dico subito, più che un’avventura questa è la storia di un incontro che ancora non so se sia stato un sogno oppure la realtà.

Dopo aver passato una giornata a compilare i moduli-resoconti dei miei interventi supereroistici per la salvaguardia dell’universo ero distrutta. Era una serata estiva bellissima ed io uscii a sdraiarmi sul tetto di casa. La luna era alta nel cielo (assomiglia alla vostra luna in effetti) ed io mi sdraiai per rilassarmi. Dopo poco iniziai a masturbarmi lentamente, molto lentamente. Mi masturbavo e pensavo alla passera di Yumi e soprattutto alle sue tettine a coppa di champagne. Ad un tratto sentii l’aria smuoversi, qualcosa si stava avvicinando. Lì per lì pensai ad un uccello notturno o a qualche falena gigantesca, quando improvvisamente vidi avvicinarsi in volo una splendida ragazza con le ali di farfalla. Non potevo crederci, era una Cho-zo.

La Cho-zo, sbattendo delicatamente le sue ali si librò sopra di me dicendomi “non ti fermare Pinka, continua così”. Strano, non mi

chiesi nemmeno come mai sapesse il mio nome, mi limitai a sorri- dere ed a continuare a masturbarmi. Però ormai non pensavo più a Yumi, tutto era focalizzato sulla Cho-zo, e più mi masturbavo più la desideravo, ma lei mi disse “si guarda ma non si tocca cara Pinka, continua a masturbarti” . . . ma lo disse senza parlare, sentivo le sue parole ma in effetti lei non stava parlando.

Continuai con la mia sega, e quando alla fine venni, come per magia anche Cho-Zo venne, inondandomi del suo sperma. Subito dopo un sonno tremendo mi assalì ed io precipitati nelle braccia di Morfeo. Quando mi svegliai i due soli stavano nascendo e della Cho- zo nessuna traccia. Sarà stato un sogno? Non lo saprò mai . . . certo che di sperma intorno a me ce n’era davvero tanto.

Che l’orgasmo sia con voi!

Capitolo 13 La Yurei

Dove Pinka deve trovare il modo per cacciare un lamentosissimo fantasma.

Èora di incontrare un altro essere fantastico giapponese, que- sta volta si tratta di un classico fantasma. Eh sì, i fantasmi, strani esseri, non sono demoni, non sono viventi, non so- no vampiri, non sono zombie. Sono solo le anime perdute di persone morte senza i conforti dei loro cari, costrette a vagare per l’eternità sino a che qualcuno non compie un atto gentile nei loro confronti. Il problema è che i fantasmi non possono comunicare con i viventi, e non c’è modo di sapere facilmente quali atti gentili compiere per far sì che possano ritrovare la pace.

In Giappone la Yurei è il fantasma donna più famoso. E’ una bellissima donna dai lunghi capelli vestita con uno yukata bianco, appare nelle notti nebbiose lamentandosi continuamente.

Avevo appena completato una pericolosissima missione in Giap- pone aiutata dalla splendida Aika. Sconfiggere i nipoti di Godzilla non era stato semplice, ma sono o non sono Pinka?

Io ed Aika eravamo pronte ad andare a dormire. Stavo per pren- dere i futon dall’armadio quando sentii un prolungato lamento … e la Yurei apparve, lamentosa come non mai.

Non sapevamo che fare, l’unica soluzione furono due tappi nel- le orecchie e poi a nanna (di fare sesso non se ne parlava proprio, la Yurei vagava tra di noi senza sosta con il suo lamento Oooooooo . . . oooo senza fine.)

La mattina ci svegliammo di buon’ora. Passammo dall’ufficio super-eroine a riscuotere il compenso per aver sconfitto i nipoti di Godzilla . . . compenso del cazzo direi, un blocchetto di buoni scon- to da spendere nei 100 Yen Shop. Vabbè, meglio di niente. Passammo poi la giornata vagando per la Tokio vecchia, pranzando in una Iza- kaia e cenando in un ristorantino di Yaki-Tori, accompagnando il tutto con litri di Sakè e poi l’immancabile Shochu. Arrivata l’ora di andare a letto (saranno state le due di notte) la Yurei si materializ- zò lamentandosi. Eccheccazzo, io ed Aika volevamo scopare … ne avevamo una voglia pazza. Il cazzo era già durissimo e la sua passera era bagnatissima. Fregandocene della Yurei iniziammo a fottere. . . . oh quanto era accogliente la passera di Aika . . . stavo per venire, mi trattenni e lo tirai fuori, pronta Aika si mise il mio cazzo in bocca ed iniziò un lavoro favoloso di lingua, mi sembrava di impazzire dal piacere. E qui accadde il miracolo . . . più il pompino andava avanti più la Yurei svaniva. Ormai il suo lamento era talmente flebile da non sentirsi . . . ed anche la sua forma sempre più eterea.

Finalmente venni, sborrando completamente in bocca ad Aika che vogliosamente inghiottì tutto (era sempre stata golosa del mio sperma) . . . e la Yurei svanì!

Non sappiamo cosa sia accaduto ed il perché la Yurei sia scomparsa. Forse è stato osservare il pompino ad averle dato la pace. Non lo sapremo mai. L’unica cosa certa è che La Yurei non apparve mai più.

Che l’orgasmo sia con voi!

Capitolo 14 In palestra

Dove Pinka, sconvolta per l’aumento di peso, si iscrive ad una palestra di fitness.

Ragazze e ragazzi, dovete ammetere che ho un fisico da urlo. Non ho certo bisogno di perdere tempo con fitness ed altre attività per il benessere fisico. Mi basta sco- pare e viaggiare per essere sempre in forma. Una volta però, dopo aver lungamente combattuto contro i demoni tortelle- schi, mi accadde di sentirmi leggermente appesantita. Mi pesai e … cazzoooooo, avevo preso ben 90 grammi di grasso inutile. Inconcepibile, assurdo, impossibile, non potevo uscire dalla perfezione totale. Ero sconvolta, che fare?

Molto turbata accesi l’OLO-TV e mi sintonizzai sul programma di Ghein Fionda, totalmente inutile, proponeva da millenni i so- liti esercizi ridicoli domestico. Dopo un po’ gli esercizi furono inter- rotti dalla pubblicità, dove un bellissimo ragazzo iniziò a decantare la palestra di cui era proprietario ed istruttore, la S–Gym. Il ragazzo, anche se molto bello, non mi attirava più di tanto, mi piacciono cazzi e passere, ma preferisco comunque le donne agli uomini.

Ma non esisteva solo il sesso, i 90 grammi di grasso mi pesava- no assai, oh quanto mi pesavano, decisi quindi di iscrivermi alla S– Gym. Il giorno dopo mi presentai in palestra. Fui accolta da una receptionist strafiga, ma purtroppo per me, membro della tribù delle asessuate (il loro motto era “niente sesso, preferisco i romanzi della Tamarro” ).

Evvabbè, me ne feci una ragione, compilai tutte le carte necessarie e mi recai nella sala Fitness. Non c’era nessuno oltre alla sottoscritta ed all’istruttore. Bello sicuramente lo era, ma aveva un cazzo piccolissimo, appena un paio di centimentri. Meglio così, microdotato com’era non mi avrebbe fatto venire voglie scopereccie, impedendomi di concentrarmi sugli esercizi fisici necessari a perdere i maledetti 90 grammi di grasso in eccesso.

Iniziai a fare un po’ di riscaldamento e poi passai alla cyclette. Finito di pedalare l’istruttore mi chiese come fossi messa in quanto a flessibilità. Lo chiedeva a me? A me? Lo chiedeva proprio a me, la snodatissima Pinka? Invece di rispondere decisi di dargli una dimo- strazione pratica … voilà mi esibii in una spaccata verticale metten- do il mio piede sinistro sopra la sua spalla e … l’istruttore ebbe una reazione inaspettata, il suo microcazzo iniziò ad ingrossarsi, sempre di più … 4 cm, 5 cm, 10 cm, 20 cm, 30 cm!!! Era diventato enorme e senza chiedermi nemmeno il permesso, con me ancora con le gambe toralmente divaricate, me lo infilò in culo. Iniziò a fotter- mi, avanti ed indietro sempre più velocemente. Dopo un’ora il culo bruciava ma lui continuava imperterrito, io godevo e lui godeva … ed alla fine venimmo, venimmo insieme. Grondanti di sudore ci staccammo, feci la doccia ed andai a casa. La mattina seguente mi pesai e … meraviglia, i 90 grammi di grasso in più si erano dissolti. Il merito? Sicuramente della lunghissima inculata. Però che bravo quell’istruttore, non era una donna, ma ci sapeva fare comunque.

Che l’orgasmo sia con voi!

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