Capitolo 15: Sete, sete, sete (Le storie di Pinka)

Dove Pinka prova l’arsura da deserto.

Mi ricordo ancora di quella volta che con Asumi avevamo combattuto i giganteschi bruchi del deserto di DesX. In realtà la battaglia fu facile da vincere, il problema è che eravamo rimaste isolate nel mezzo del deserto. Un deserto senza dune … piatto più piatto della pianura padana. Non eravamo pazze, ci eravamo portate da bere e mangiare in gran quantità (un’intera iper-cucina), ma lo stesso quei tre soli rossi ed il deserto facevano venir sete continuamente.

Avanzammo lentamente nel deserto sino a che non giungemmo ad un’oasi. Da un rubinetto aperto sgorgava continuamente puro sperma di terrestre arrapato! Siamo pazzi? Un esercito di segaioli terrestri aveva riempito un deposito di sperma su DesX? Follia allo stato puro. In ogni caso lo assaggiai, non era male, solo un po’ trop- po salato, tipico dello sperma terrestre. Io ed Asumi eravamo stan- che e decidemmo di pernottare in quell’oasi dello sperma sgorgante. Ci accampammo e nella migliore tradizione del popolo di Asumi

mangiammo in modo pantagruelico yakitori e teppaniaki (la nostra autobotte era munita anche di una riserva di cibo e di robot-chef certificato tre stelle Michelino). Finito di mangiare il cibo favoloso preparato dal robot, ovviamente innaffiato da sake sopraffino prove- niente dal Kiushu, decidemmo di darci ad altre attività gratificanti. Indovinate quali? Ovviamente parlo di sesso. Peccato che la sensa- zione di sete provocata dal deserto continuasse senza tregua, unica nota stonata in quella serata meravigliosa.

Asumi iniziò a succhiare i capezzoli delle mie tette (bellissime, lo ripeto) e poi io feci altrettanto cone le sue. Poi con la lingua pas- sai alla sua passera calda e bagnatissima. Miele allo stato puro, non mi sarei mai stancata di leccarla, ma poi Asumi con tono tra l’imperioso ed il gentile mi disse “adesso sdraiati e fatti una sega, ma che sia una sega lunga, lunghissima”. Ubbidii senza fiatare (cazzo, dopo l’avventura a Nuova-Verona forse ci stavo prendendo gusto a fare la schiava). Iniziai a masturbarmi e vidi che in piedi sopra di me Asumi stava facendo la stessa cosa, le sue dita stavano massaggiando la sua passera in un modo che solo le donne sanno fare.

Asumi godeva, io godevo e le due masturbazioni proseguivano, sempre più veloci e sempre più sconvolgenti. Dopo un tempo che mi parve infinito sborrai e contemporaneamente in uno squirting epocale Asumi mi inondò del suo liquido, ed io a bocca aperta bevvi, bevvi bevvi. La sete da deserto si placò improvvisamente ed io capii di cosa avevo davvero bisogno.

Che l’orgasmo sia con voi!

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