Futuro?

Pensiero poco allegro in una sera della seconda ondata covid, con un finale possibilista.

Da due giorni, per la prima volta da 15 anni (lo so bene in quanto sono 15 anni che prendo la paroxetina), mi sento precipitare in una qualche forma di depressione. Quel che è diverso rispetto alla mia vecchia depressione classica è che questa non è imperniata egocentricamente (in modo malevolo) su di me ma su quel signore che si chiama Futuro.


Già, proprio il Futuro post pandemia (sempre che ci possa essere una post pandemia).
Mi vengono a mente le storie dei disperati degli USA della grande depressione, quelli di cui cantava Woody Guthrie. I poveri in italia diventeranno sempre più poveri, i licenziamenti aumenteranno e gli italiani invocheranno l’uomo della provvidenza.


Tutto già visto, tutto già letto ed ascoltato, ma la storia si ripeterà.
E poi io non sono fatto per fuggire in luoghi remoti, siano essi fari o isole sperdute.
Ho bisogno di essere circondato dalle persone.


Signor Futuro, non so se mi ascolti, ma cerca se non altro di mostrare a tutti la tua brutta faccia, inutile che tu ti trucchi e ti metta la maschera del buon vecchio padre dell’umanità,
vediamo tutti quanto sei brutto.
Ma non credete di essere l’unico futuro possibile, ah sapessi io quanto sono esperto di futuri possibili.


Ne vedo uno che timidamente se ne sta in un angolino.
Eccolo la, proprio sotto quel vecchio tavolo
È per ora solo un piccolo timido futuro , intimorito da te Signor Futuro dalla F maiuscola.
Ma se questo piccolo futuro prendesse forza, se noi lo aiutassimo, chissà, forse potremmo dire che un nuovo futuro è possibile.

10 Replies to “Futuro?”

    1. quando la mattina ti svegli ed hai solo voglia di piangere lo stato interiore non è bello. Purtroppo so cosa sia la depressione, ma so anche come uscirne (la chimica non è sufficiente). Ma l’analisi del Futuro rimane, e quella mi spaventa, in un modo totalmente razionale e quindi ancor più tremendo.

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      1. E la responsabilità è anche nostra, in quanto classe “culturale” italiana che non ha capito di dover avere coscienza di classe e non di essere una specie di isola felice. Ma è sempre andata così nell’università in Italia, mai momento di vera aggregazione culturale propositiva in una nazione stagnante. No, ci siano chiusi in tante torri d’avorio. E chi ha provato ad andare controcorrente è stato mazziato di santa ragione.

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  1. l’unico vero miracolo che stanno compiendo è creare una depressione di massa. Ottimo lavoro davvero: social engineering (non il furto di informazioni per via informatica, ma la disciplina che, nelle scienze politiche, si occupa di studiare chi/come/dove/perché/quando influenza i comportamenti sociali). Spegnere la TV e non seguire le notizie sarà il primo vero gesto di liberazione personale. Meglio un sano quotidiano ogni tanto (decido io quando fare entrare le notizie nella mia vita e non viceversa). Coltivare le relazioni di prossimità (la comunità può essere un luogo di riprogettazione sociale, partendo dal basso), certo, le riunioni sono proibite come sotto il fascismo, ma qualcosa si riesce a fare comunque (le mamme sono bravissime in questo, affidarsi a loro ad occhi chiusi). E tutelare i piccoli, tutti, sono loro il futuro. Tutelarli dalle nostre paure e dalla nostra mancanza di visione: loro avranno la loro, non costringiamoli al suicidio di massa arrivati alla pubertà. Tutelare i piccoli permettendo loro di costruirsi avendo fiducia nell’altro e non timore; se le nostre generazioni hanno creato il problema (oddio… ma sì, facciamo un calderone), dobbiamo almeno dotarli degli antigeni per “farci fuori” con grazia. Ah, iniziare a individuare le responsabilità, votare gente diversa, anche, prima che arrivi il tarantiniano “risolviproblemi”. Il futuro è chi il futuro è. Iniziamo a lavorare per loro e cambiamo prospettiva, in sintesi prendiamoci delle responsabilità. _pit!_ fine del pippone.

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  2. Lo siamo un po’ tutti…. purtroppo si è rivelato lo stato attuale delle cose che si trascina da tempo. L’incuria verso il prossimo porta solo devastazione. Un bel dire pensiamo ad altro….. che altro è o sarà?

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  3. Ho appena visto un bellissimo documentario della National Geographic sul futuro della Terra tra 100000000 di anni. Giusto per ricordarsi che il futuro ha un’estensione temporale variabile ed è tante cose. Se può essere utile.

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