Shunga, arte erotica giapponese.

Da Wikipedia: Gli shunga (春画) sono delle stampe erotiche giapponesi, sullo stile ukiyo-e. Shunga significa letteralmente “pittura della primavera”, un eufemismo dell’atto sessuale. La parola shunga sarebbe derivata dal termine cinese chungonghua (traslitterato in giapponese in shunkyūga), che significa “immagini del palazzo di primavera”, per rievocare la gioiosa vita del Kōtaishi, il principe ereditario.[1]


Il periodo di massimo splendore delle opere Shunga è tra il 1600 ed il 1800. Non erano opere pornografiche, tutt’altro. Piuttosto potevano essere considerate opere quasi di bon-ton. So che per la nostra civiltà cristiana sessuofoba occidentale sono considerate opere sconce, pura pornografia, ma non è così (o almeno, non era così) per il Giappone.

Rimane qualcosa di questa arte in Giappone? La sconfitta da parte degli USA nella seconda guerra mondiale ha portato nel paese del Sol Levante una orribile ventata di puritanesimo, per cui quest’arte è ora pressoché abbandonata. Timidi bagliori si intravedono ora nell’arte manga, che nell’800 ebbe molti punti di contatto con gli Shunga.

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