Riflettendo … transfobia

Pochi giorni fa c’è stata la giornata mondiale con tema violenza sulle donne. Sapete come la penso sulle “giornate mondiali” ma andiamo oltre.

Un commento coraggiosissimo di Stefania Memeo (sul suo blog) mi ha fatto nuovamente riflettere sullo stato sociale dei trans in Italia, e sulla posizione vergognosa di certe associazioni come “arcilesbica” contro la legge sulla omotransfobia.

Forse a molt* sembrerà strano, ma la posizione di arcilesbica è (togliendo tutti i loro arcigiogolati ragionamenti, peraltro vuoti di contenuti) di fatto uguale a quella degli integralisti cattolici più biechi.

Secondo le signore (qualcuna assai famosa) il genere di una persona è per tutta la vita determinato dall’organo sessuale esistente alla nascita. Nasci con il pene? Mai potrai per loro essere considerata una vera donna. Nasci con la vagina? Mai per loro potrai essere considerato un vero uomo. Nasci con entrambi gli attributi genitali? Su questo tacciono.

In base a queste posizioni, per me schifose, le signore di arcilesbica sono totalmente contrarie alla legge contro la transfobia.

Fortunatamente le organizzazioni transfemministe hanno risposto per le rime alle tizie di arcilesbica.

Per me una persona è quello che si sente intimamente di essere . Una persona è donna/uomo/nessuno dei due/entrambi se così si sente di essere.

Una persona con la vagina può desiderare di avere avere il pene e sentirsi uomo, o magari desiderare il pene e continuare a sentirsi donna. Magari farsi costruire chirurgicamente un pene e poi continuare a riferire a se stessa come donna.

Dove è il problema? Perché mai dobbiamo mettere dei paletti?

In posti come la Thailandia essere trans è considerato alla stregua di avere o meno i capelli riccioli, ovvero è un non problema.

Ci libereremo mai da tutti i pregiudizi ed oppressioni derivati dalla società cristiana nella quale siamo immersi?

3 Replies to “Riflettendo … transfobia”

  1. Potrei argomentare in altri miliardi di modi , ma quello che hai detto tu è il sunto di tutto ciò che penso. Spero un giorno davvero non esistano più “giornate dedicate a” e , soprattutto, spero che un giorno ciascuno possa decidere chi cavolo essere senza doversi giustificare. Buona giornata.

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