Nikka

Nikka è un’assassina, un’assassina molto selettiva.

Nikka uccide solo chi si merita di essere ucciso.

Nikka non ha limiti, può uccidere esseri umani, mostri delle tenebre, extraterrestri, dei, demoni ed anche gli anni orribili.

Nikka stanotte ucciderà il tremendo 2020.

La capacità di tenere la mente vuota, sgombra dai pensieri è uno dei precetti Zen …

… che purtroppo non riesco spesso a mettere in atto.

Non è solo importante per la mia pratica nel karatedo, ma lo è anche nel mio lavoro.

Ma come, direte, per fare scienza occorre pensare fortemente … occorre far fare al cervello vere e proprie maratone intellettuali.

È vero ma è anche falso, la parte più gratificante nella ricerca scientifica è il lampo dì genio, la scintilla che dal nulla fa scaturire un’idea importante.

Quasi mai questo avviene mentre siamo chini sulla scrivania, l’idea scientifica si illumina nei momenti più impensati, guarda caso quando la mente è sgombra.

Non vorrei sembrare blasfemo, ma l’illuminazione scientifica è quanto di più simile al satori nello zen che esista.

Tranquilli, non ho intenzione di scrivere un libro dal titolo “lo zen e l’arte di fare scienza” anche se non sarebbe una cattiva idea.

Voi lascio con questa immagini di pace …. poi ve ne parlerò in un apposito post.

La capacità di tenere la mente vuota, sgombra dai pensieri è uno dei precetti Zen …

… che purtroppo non riesco spesso a mettere in atto.

Non è solo importante per la mia pratica nel karatedo, ma lo è anche nel mio lavoro.

Ma come, direte, per fare scienza occorre pensare fortemente … occorre far fare al cervello vere e proprie maratone intellettuali.

È vero ma è anche falso, la parte più gratificante nella ricerca scientifica è il lampo dì genio, la scintilla che dal nulla fa scaturire un’idea importante.

Quasi mai questo avviene mentre siamo chini sulla scrivania, l’idea scientifica si illumina nei momenti più impensati, guarda caso quando la mente è sgombra.

Non vorrei sembrare blasfemo, ma l’illuminazione scientifica è quanto di più simile al satori nello zen che esista.

Tranquilli, non ho intenzione di scrivere un libro dal titolo “lo zen e l’arte di fare scienza” anche se non sarebbe una cattiva idea.

Voi lascio con questa immagini di pace …. poi ve ne parlerò in un apposito post.

KYOTO N.2: La passeggiata del filosofo (ed altre cose)

Buongiorno! Avete dormito bene o il jet lag vi ha fatto passare la notte in bianco?

Suvvia, alzatevi che occorre rimettere in sesto la mente con la “passeggiata del filosofo”.

“E la prima colazione?” direte voi.  Nessun problema, in Giappone la prima colazione è importantissima.

Lo so lo so, vorreste tanto  un bel caffè con una brioche calda, eh per farla così dovreste prendere l’aereo e tornare in patria, siete in Giappone fanciulle e fanciulli cari, qui avrete tutto il caffè che volete, ma la brioche ve la dovete proprio scordare.

Intanto vestitevi, uscite dall’albergo e poi ne parliamo.

Fatto? Siete in strada? Ma cosa sono quelle facce perplesse,  che avete? 

Ah già avete guardato il cielo per capire se minaccia pioggia ed avete visto i cavi elettrici. Abituatevi, anche se il Giappone è avanzatissimo con la tecnologia (non siete in India, tanto per essere precisi) hanno deciso che i cavi elettrici devono essere volanti, non interrati come da noi.

Il motivo sembra essere dovuto all’altissima sismicità dell’arcipelago nipponico, ma sinceramente mi son sempre scordato di chiedere ai miei amici giapponesi. Anche in Italia era così sino a tutti gli anni ’60, solo che ce ne siamo dimenticati (almeno i vecchierelli della mia generazione).

I cavi elettrici in Giappone sono tutti volanti.

Comunque, superato lo shock visivo, siete pronti a fare la vostra prima colazione. 

In Giappone esistono due tipi di colazione, una tradizionale (solitamente si fa in casa) ed una molto semplice che si fa nei tanti cafè.

La colazione tipica giapponese è come nella foto (la foto non è mia purtroppo, ma tratta dal sito https://www.konnichiwarestaurant.com/la-colazione-giapponese-cosa-mangiano-in-giappone-come-primo-pasto-del-giorno/). Non sto a raccontarvela, accontentatevi della fotografia. 

Colazione tipica giapponese

Io purtroppo appena alzato non riesco a mangiare niente, mi accontento del caffè. Poi mi rifaccio a metà mattinata mangiando onigiri (al salmone, oppure agli umeboshi (prugne sotto sale)), e sgranocchiando tentacoli essiccati di moscardini.

Se preferite una colazione semplice,  optate per uno dei tanti cafè della città.

Non cercate dei cafè dove servano il caffé espresso, ce ne stanno ma vi assicuro che non lo sanno fare, nonostante a volte usino l’ottimo caffè Illy, vi consiglio di scegliere il caffé giapponese.

Fare il caffè per i giapponesi è un rito, che può essere assai lungo. Quindi armatevi di pazienza.

Nei cafè potete mangiare cose semplici come i french toast, o semplici piatti a base di uova.

Bene, ora che avete fatto colazione siete pronti per fare la famosa “camminata del filosofo”.

Arrivarci è semplice, basta andare alla stazione degli autobus e prendere uno dei due autobus che portano al Ginkakuji (padiglione d’Argento).

Se siete fortunati (e quindi non siete docenti di scuola o università) forse siete a Kyoto o durante la fioritura dei ciliegi oppure durante il foliage, per il sottoscritto e Barbara purtroppo scuola ed università ci hanno sempre costretto ad andare in Giappone o d’estate o durante le vacanze di Natale.  In ogni caso  godetevi la passeggiata.

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Scrive Wikipedia: Il Sentiero del filosofo (哲学の道 Tetsugaku no michi) è un percorso pedonale di Kyoto che si snoda lungo un canale fiancheggiato da ciliegi, tra Ginkaku-ji e Nanzen-ji. Il sentiero è così chiamato perché si pensa che un influente filosofo e professore giapponese dell’Università di Kyoto, Nishida Kitarō, si recasse qui per la meditazione quotidiana. Il sentiero collega numerosi templi e santuari, come Hōnen-in, il santuario di Ōtoyo e Eikan-dō Zenrin-ji. Ci vogliono circa 30 minuti per completare il sentiero, ma, fermandosi a visitare le attrazioni lungo il cammino, si impiega più tempo. Nel lato settentrionale del sentiero si gode di un’ottima visuale del vicino Daimon-ji. Questo sentiero è una località piuttosto gettonata e apprezzata sia dai turisti che dalla gente del posto, soprattutto durante la fioritura dei ciliegi.

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Siete arrivati? Benissimo,  credo che sia il momento giusto per prendere un altro caffè, e cosa di meglio di prenderlo nel cafè Kafka (scritto in romanji come Kafuka)?

Un’esperienza mistica … a modo suo.

Entrate e mettetevi a sedere, dopo un po’ arriverà proprietaria. Ah già ad accogliervi sarà il suo cagnolino, vestito come una vera signorina dei manga.

La cognolina del cafe’ Kafuka (Kafka)

Guardandovi intorno non capirete dove vi trovate, se in un set di qualche strano telefilm o nella realtà. Statuine di cartoni ammalati e  centrini ricamati ovunque, anche sulla tavoletta del water (dei water parlerò un’altra volta, sono una delle tante cose tipiche giapponesi).

cafe’ Kafuka (Kafka)
cafe’ Kafuka (Kafka)
cafe’ Kafuka (Kafka)
Barbara nel cafe’ Kafuka (Kafka)

Qui l’attesa del cafè sarà particolarmente lunga … anche decine di minuti. Ma se pensate che in Giappone tutti vivano freneticamente allora sbagliate, quindi sedetevi e lasciate passare il tempo, il caffè è delizioso, vale la pena aspettare.

Ora siete pronti ad affrontare la passeggiata. 

La passeggiata

Come tante cose giapponesi ciò che colpisce nella passeggiata è il silenzio ed il senso di quiete trasmesso. Ricordatevi che siete in Giappone dove il buddismo (nelle sue varie versioni) è di casa … e non si può essere buddisti se non si apprezza il concetto di quiete e di mente vuota.

Lungo la passeggiata potrete fermarvi anche a comprare vestiti (kimono) usati in un negozio molto carino. Vedrete  sicuramente un grande orso (di peluche) che pesca e tanti mici (veri) assai paffuti.

Potrete anche visitare un bel tempio …ma dei templi vi parlerò a tempo debito.

Il canale della passeggiata
La passeggiata
Orsi che pescano nel canale della passeggiata

Nella prossima puntata vi parlerò dei templi di Kyoto.

EVA

  • Eva che fai?
  • Ma non lo stai vedendo?
  • Smettila che mi ecciti!
  • E tu eccitati pure, lo sanno tutti che sei un guardone.
  • Ti ordino di smetterla!
  • Ahhh, siiiì, ahhhh, godooo …
  • Smettila,  ti supplico!
  • Sì sì serpentone mio muoviti così, daiiii …
  • Non resisto … non resisto…
  • Siiiiiiiiiiiiii vengoooo, che bello.
  • Anch’io anch’io, aaaahhhh.

Cinque minuti dopo.

  • Eva, ti rendi conto di quel che hai combinato? La tua presenza qui è a rischio. 
  • E chi se ne fotte vecchio mio.
  • Ma almeno non potevi scopare con Adamo? Sarebbe stato quasi più accettabile, poi avresti partorito con dolore ecc ecc.
  • Lasciando perdere che Adamo è omosessuale e non ha altri occhi che per  Sealtiele, vuoi mettere fare sesso con il serpente? Ho avuto ben tre orgasmi di seguito.
  • E quella pila di libri? Non mi vorrai dire che tu donna, essere inferiore, hai imparato a leggere! La cultura è il male, solo la fede in me stesso ti può salvare.
  • Senti un po’, non solo so leggere e scrivere ma ho letto tutti i libri che stai vedendo. Voglio conoscere, voglio liberarmi.
  • Ascolta Eva, ho da poco aperto un bellissimo Centro di Salute Mentale. Se accetti di ricoverarti e farti ricondizionare la mente ti prometto di lasciarti qui nel paradiso terrestre.
  • Ma mi hai presa per scema? Te lo ripeto, voglio la libertà!.
  • Ed allora vai, l’aeroporto sai dove è. Ma non potrai tornare, sappilo. 
  • Ok ok, e chi se ne fotte di tornare. Piuttosto vai a dire ad Adamo che io sono andata via, se mi vuol raggiungere con Sealtiele io lo aspetto laggiù. Magari mandami uno dei tuo arcangeli. Ecco sì, Lucifer mi sembra perfetto. Luciiiii, vieni con me? Dai che ci divertiremo!

Ah, il mare di Sevenchelles!

Mentre il gelo è arrivato sulla mia città di Anteros del pianeta Omega, ripenso all’estate appena trascorsa con Cleò sulle spiagge di Sevenchelles.

Cleò è la mia compagna, o forse dovrei dire era la mia compagna, in quanto ha deciso di prendersi un anno sabbatico dal sottoscritto andando (segretamente dalle autorità) in lungo e largo per la galassia insieme alla sua amica ed amante Athena.

L’estate appena trascorsa non faceva presagire niente di simile, eravamo proprio come due topini innamorati (cazzo di espressione idiota, tutta colpa di un film natalizio che ho visto in olovisione l’altro giorno).

Mettetela come volete, quest’state io e Cleò sembravamo davvero una coppia inossidabile.

Purtroppo il quadrante alpha della nostra galassia è preda della pandemia della lingua bluastra, una terribile malattia che lentamente porta gli ammalati a trasformarsi in lumaconi dalla lingua blu. Il nostro pianeta è rimasto stranamente indenne dall’epidemia. Gli scienziati sono divisi sul motivo, ma la corrente di pensiero prevalente ha individuato nella nostra attitudine a fare sesso tre volte al giorno tutti i santi giorni dell’anno il motivo della nostra immunità.

Sia come sia, non volevamo rimanere a passare l’estate su Anteros, e non potendo prendere astronavi per andare in paradisiaci pianeti optammo per delle banali vacanze alle isole Sevenchelles.

Oh sia chiaro, le Sevenchelles sono bellissime, ma per noi abituati a viaggiare per tutto il quadrante Alpha della galassia sembravano una scelta quasi dozzinale.

Arrivammo a destinazione all’inizio del mese di CaesarAugustus. L’albergo scelto era bellissimo anche se lontano dal mare. Meglio così in quanto avevamo scelto di andare al mare alla remota spiaggia detta “il rifugio dell’archaeopteryx”.

Passammo quindi l’estate su una spiaggia solitaria, senza nemmeno l’eco di cinema all’aperto, come cantava il grande バティアット.

Fu sul finire del mese che io presi una terribile influenza gastrica riaccendo a letto con la febbre alta. Scongiurai Cleò di andare comunque al mare, non ero certo grave.

Il terzo giorno mi svegliai completamente guarito, il virus era scomparso, ma Cleò non era nel nostro letto. Sul mio comodino aveva lasciato un bigliettino: “Ciao amore, dormivi così bene che non ho voluto svegliarti, sono andata alla nostra solita spiaggia. Mi raccomando stai a letto, ci vediamo stasera, ti amo ♥️. Cleò”

Che dolce pensai. Ma sticazzi, il virus era sconfitto, io mi sentivo in piene forze e decisi di raggiungere Cleò al mare.

Affittai uno scooter e mi avviai verso la spiaggia. Mezz’ora dopo ero arrivato. Sbucai sulla spiaggia in silenzio, si sentiva solo il rumore della risacca del mare e vidi … Cleò sdraiata su un asciugamano, con la sua amica Athena che la guardava masturbandosi , stava a sua volte masturbandosi come se non ci fosse un domani. Che ci faceva Athena lì?

Avanzai verso di loro totalmente frastornato ed in quel momento Cleò raggiunse l’orgasmo con uno squirting colossale.

A quel punto Cleò mi vide, ed io fuggii via.

La sera in albergo Cleò mi spiegò che Athena era ormai da un anno la sua amante, che lei amava anche me ma che occorreva prenderci una pausa di riflessione … ma inutile che vi racconti, credo che quando si pronunciano le parole “pausa di riflessione” tutto sia in realtà finito, è così in ogni fottuto pianeta della nostra fottuta galassia.

Ed ora eccomi qui, mentre la neve sta imbiancando la città, a pensare a Cleò, ai bellissimi momenti passati insieme ed al suo squirting di fronte ad Athena.

Kyoto: N1

Introduzione

Paola mi ha chiesto di descrivere Kyoto, ma è difficilissimo farlo senza scrivere l’ennesima guida alla città.

Cercherò quindi, una puntata alla volta, di proporvi dei flash su quella che considero la più bella città del mondo. Tutte le foto che vedrete sono state fatte da me o con la mia fedele reflex oppure con il telefonino.

I giapponesi dicono che c’è il Giappone e poi c’è Tokyo. Ecco se Tokyo è una città a parte, Kyoto invece rappresenta totalmente il Giappone così come lo intendono i Giapponesi.

Sia beninteso, Tokyo è bellissima, ed al suo interno si trovano spicchi di Giappone autentico, ma Kyoto è un’altra cosa, Kyoto è l’anima del Giappone.

Se volete visitare il Giappone la prima volta rinunciate a spostarvi da città in città e state il più possibile a Kyoto.

Scrive Wikipedia:

Kyoto ( in giapponese 京都市 lett. “Città capitale”) è una città del Giappone di quasi 1,46 milioni di abitanti, capoluogo dell’omonima prefettura. Fu la capitale del Paese per più di un millennio (precisamente dal 794 al 1868) ed è nota come “la città dei mille templi“. Essendo stata quasi interamente risparmiata dalla seconda guerra mondiale, è considerata il più grande reliquiario della cultura giapponese e per questo inserita nei siti protetti dall’UNESCO


Se andrete a Kyoto quasi sicuramente atterrerete al meraviglioso aeroporto di Kansai (isola artificiale di Osaka) progettato da Enzo Piano. Da qui prenderete un autobus che vi porterà in un’ora e mezzo alla stazione ferroviaria di Kyoto. Vale la pena osservare il paesaggio durante il viaggio da Osaka a Kyoto, vedrete come non ci sia di fatto soluzione di continuità tra le due città.

Arrivati alla stazione non vi rimarrà che prendere un taxi per arrivare al vostro albergo. Mi raccomando andate con un foglio scritto sia con i caratteri occidentali (in Giappone si chiamano romanji) che in Giapponese, e cosa importantissima con il numero di telefono dell’albergo.

Qui scoprirete la prima cosa *strana* di tutto il Giappone. Se togliete le strade principali (ma sono pochissime) le altre strade non hanno nomi. E poi i numeri civici non sono progressivi ma secondo la data di costruzione (e le case a Kyoto possono avere date di costruzione che spaziano in tantissimi secoli). Insomma in Giappone non esistono gli indirizzi come li intendiamo noi in occidente. Gli indirizzi esistono, ma di fatto sono noti solo ai postini ed ai poliziotti, in quanto sono molto complicati.

Come trovano quindi i posti i giapponesi? In questo modo : “andate diritti poi arrivati al ristorante XY girate a sinistra sino a che non arriverete ad un verduraio, quindi prendete a destra e dopo 4 case sarete a destinazione”. Non ridete, io che non ho senso di orientamento, non ricordo nomi e numeri lo trovo un modo fantastico per dare indicazioni.

Morale, quasi mai il tassista saprà dove portarvi (a meno che l’albergo non sia stranoto oppure lui già lo conosca).

Non disperatevi e non preoccupatevi, è un punto d’onore per il tassista portarvi a destinazione. Tra parentesi, non provate a parlargli in inglese, sicuramente non lo conoscerà e lo metterete solo in imbarazzo.

Vedrete subito che ogni taxi ha un sistema GPS, non vi dico come funziona (io ho guidato per quasi un mese per il Giappone e l’ho imparato a mie spese), vi basti sapere che se inserite nel sistema di navigazione il numero di un telefono fisso questo vi porterà, se va bene, a destinazione altrimenti in un raggio di un centinaio di metri da questa.

Perfetto direte, beh non proprio, in quanto se il tassista non è giovane quasi per principio non vorrà usare il GPS, dovrà essere lui con e sue capacità a portarvi a destinazione, e lo farà volentieri, non immaginate il livello di gentilezza dei giapponesi .

Insomma con calma ed eventualmente qualche fermata ad alberghi sbagliati arriverete al vostro albergo.

Sta per iniziare il viaggio nella città dei mille templi…

Continua la prossima puntata

Il guardiano del tempio e la ragazza

In Giappone si trovano esseri spaventosi a guardia dei templi buddisti (solitamente non Zen). Sono esseri mostruosi dalla faccia sempre arrabbiata il cui scopo è proteggere il Budda ed allontanare i malintenzionati.

Anno 2420

2420 DC, il mondo come lo conosciamo non esiste più, una catastrofe nucleare ha precipitato il pianeta in un inferno di ghiaccio.

Le radiazioni nucleari nei secoli hanno prodotto mutanti in grado di sopravvivere in questo mondo dal perenne inverno.

Tra questi mutanti c’è Monica, alla testa delle terribili 裸のキラー