Sulle colline di Kyoto.

A Kyoto era nevicato abbondantemente e le colline tutto intorno erano letteralmente sommerse dalla neve.

Fumiko aveva un compito e lo doveva portare a termine, neve o non neve. Doveva eliminare Tetsui.

Fumiko nella vita pubblica era una gentile professoressa universitaria di logica matematica, ma era anche una delle componenti del gruppo segreto “Sorelle di Noe Itō” così chiamato in onore della femminista ed anarchica Noe Itō uccisa dalla polizia giapponese nel 1923 a soli 28 anni.

Il gruppo delle “Sorelle Noe Itō” aveva una missione, eliminare dalla faccia del Giappone tutti i membri della Yakuza colpevoli di stupro, e Tetsui non solo aveva stuprato una ragazzina di 14 anni ma poi l’aveva anche uccisa. No, non meritava di vivere, il Giappone sarebbe stato leggermente migliore senza la sua schifosa presenza.

Era l’alba dell’8 dicembre, un vento gelido sferzava gli antichi templi sollevando nuvole di neve a 30 gradi sotto zero. Mai era stato così freddo a Kyoto.

Fumiko indossò l’abito cerimoniale delle “Sorelle di Noe Itō” e con la sua fida katana, forgiata dal mitico Kenzo Watanabe, silenziosa ed invisibile come la morte andò al Tempio Sanzenin di Hoara (三千院), dove le ultime informazioni indicavano la presenza di Tetsui.

Come una ninja percorse invisibile tutti i viali ed i passaggi del tempio, ma di Tetsui nessuna traccia. Sembrava essersi dileguato nel nulla.

Stava ormai rinunciando alla missione, almeno per quella mattina, quando uscendo dall’ingresso del tempio vide aggirarsi un giovane. Ma certo era Tetsui, che dopo la visita al tempio doveva aver deciso che un caldissimo bagno nelle Onsen vicine era quello che serviva per scaldarsi un po’, e poi magari compiere l’ennesimo stupro.

Lo seguì sin dentro le terme (i gestori nemmeno la videro), e quando Tetsui stava per immergersi in una delle vasche all’aperto fece giustizia. La testa ed il pene vennero tagliati con due tagli precisi, Tetsui aveva cessato di fare del male.

“E’ ora di tornare a casa”, pensò Fumiko “tra due ore mi aspetta una difficile lezione di logica”.

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