Ah, il mare di Sevenchelles!

Mentre il gelo è arrivato sulla mia città di Anteros del pianeta Omega, ripenso all’estate appena trascorsa con Cleò sulle spiagge di Sevenchelles.

Cleò è la mia compagna, o forse dovrei dire era la mia compagna, in quanto ha deciso di prendersi un anno sabbatico dal sottoscritto andando (segretamente dalle autorità) in lungo e largo per la galassia insieme alla sua amica ed amante Athena.

L’estate appena trascorsa non faceva presagire niente di simile, eravamo proprio come due topini innamorati (cazzo di espressione idiota, tutta colpa di un film natalizio che ho visto in olovisione l’altro giorno).

Mettetela come volete, quest’state io e Cleò sembravamo davvero una coppia inossidabile.

Purtroppo il quadrante alpha della nostra galassia è preda della pandemia della lingua bluastra, una terribile malattia che lentamente porta gli ammalati a trasformarsi in lumaconi dalla lingua blu. Il nostro pianeta è rimasto stranamente indenne dall’epidemia. Gli scienziati sono divisi sul motivo, ma la corrente di pensiero prevalente ha individuato nella nostra attitudine a fare sesso tre volte al giorno tutti i santi giorni dell’anno il motivo della nostra immunità.

Sia come sia, non volevamo rimanere a passare l’estate su Anteros, e non potendo prendere astronavi per andare in paradisiaci pianeti optammo per delle banali vacanze alle isole Sevenchelles.

Oh sia chiaro, le Sevenchelles sono bellissime, ma per noi abituati a viaggiare per tutto il quadrante Alpha della galassia sembravano una scelta quasi dozzinale.

Arrivammo a destinazione all’inizio del mese di CaesarAugustus. L’albergo scelto era bellissimo anche se lontano dal mare. Meglio così in quanto avevamo scelto di andare al mare alla remota spiaggia detta “il rifugio dell’archaeopteryx”.

Passammo quindi l’estate su una spiaggia solitaria, senza nemmeno l’eco di cinema all’aperto, come cantava il grande バティアット.

Fu sul finire del mese che io presi una terribile influenza gastrica riaccendo a letto con la febbre alta. Scongiurai Cleò di andare comunque al mare, non ero certo grave.

Il terzo giorno mi svegliai completamente guarito, il virus era scomparso, ma Cleò non era nel nostro letto. Sul mio comodino aveva lasciato un bigliettino: “Ciao amore, dormivi così bene che non ho voluto svegliarti, sono andata alla nostra solita spiaggia. Mi raccomando stai a letto, ci vediamo stasera, ti amo ♥️. Cleò”

Che dolce pensai. Ma sticazzi, il virus era sconfitto, io mi sentivo in piene forze e decisi di raggiungere Cleò al mare.

Affittai uno scooter e mi avviai verso la spiaggia. Mezz’ora dopo ero arrivato. Sbucai sulla spiaggia in silenzio, si sentiva solo il rumore della risacca del mare e vidi … Cleò sdraiata su un asciugamano, con la sua amica Athena che la guardava masturbandosi , stava a sua volte masturbandosi come se non ci fosse un domani. Che ci faceva Athena lì?

Avanzai verso di loro totalmente frastornato ed in quel momento Cleò raggiunse l’orgasmo con uno squirting colossale.

A quel punto Cleò mi vide, ed io fuggii via.

La sera in albergo Cleò mi spiegò che Athena era ormai da un anno la sua amante, che lei amava anche me ma che occorreva prenderci una pausa di riflessione … ma inutile che vi racconti, credo che quando si pronunciano le parole “pausa di riflessione” tutto sia in realtà finito, è così in ogni fottuto pianeta della nostra fottuta galassia.

Ed ora eccomi qui, mentre la neve sta imbiancando la città, a pensare a Cleò, ai bellissimi momenti passati insieme ed al suo squirting di fronte ad Athena.

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