Mutilazioni dei neonati nella civilissima e cristiana Italia

Ieri notte guardavo una puntata della serie fantascientifica The Orville. Una serie strana, tra la commedia comica e la fantascienza classica.

Nella puntata in oggetto veniva trattato un argomento serissimo anche se in modo scanzonato. Vi chiedo di seguirmi con un minimo di pazienza

Premessa: un membro dell’equipaggio della nave stellare Orville è incinto, fa parte di una specie in cui sono tutti maschi. Evvabbè, direte voi, è solo fantascienza … solo che il neonato è in realtà una neonata.

Scandalo, i governanti del pianeta del membro dell’equipaggio pretendono che si intervenga chirurgicamente per rendere maschio la neonata.

Nella loro società essere una femmina è un errore genetico, anzi di più, è un considerata una cosa obbrobriosa.

A nulla valgono le proteste dei membri dell’equipaggio ed il rifiuto del padre della neonata… il cambio di sesso dove essere fatto, ed infatti viene eseguito.

Fantascienza, cazzate, direte voi, peccato che in Italia avvenga la stessa cosa.

Cooosa? Impossibile, in Italia nascono sia maschi che femmine, già vi sento mentre lo affermate mentalmente.

E qui arriviamo al discorso serio.

In Italia nascono ogni anno tanti intersessuali, circa il 2% delle nascite, (quelli che un tempo venivano chiamati ermafroditi), ovvero persone con entrambi i sessi, maschile e femminile.

Questi neonati non sono né maschi né femmine e sono intollerabili per la nostra società che non accetta niente di diverso dalla dualità maschio/femmina.

Il risultato è che questi neonati vengono operati … dopo ovviamente aver chiesto ai genitori che sesso vogliono per il/la figlio/a.

Per il resto della vita queste persone saranno poi costrette a terapie ormonali in modo che il loro aspetto sia conforme al sesso scaturito in sala operatoria.

E’ una vergogna totale, una qualcosa che lede i diritti delle persone.

L’intersessualità non è una malattia, le persone intersessuali potrebbero avere una vita normalissima come tutti i “normalissimi” maschi e femmine.

Ma la morale cristiana che controlla il nostro paese non concepisce nessuna deviazione dallo standard, e quindi ben venga la mutilazione di questi neonati innocenti.

Beh, non è molto diverso da quanto raccontato nel telefilm, vero?

L’unica differenza rispetto al telefilm è che in Italia non c’é nessun obbligo ad intervenire chirurgicamente… ma secondo voi quanti genitori accettano di avere dei figli intersessuali che poi saranno considerati dei mostri dalla nostra società cristiana?

15 Replies to “Mutilazioni dei neonati nella civilissima e cristiana Italia”

  1. Sia mai che finiscano all’inferno poi.. eh!.. non capendo che l’inferno così, a questi ragazzi, lo creano loro a vita e Sulla terra. Quanto alla possibilità di un inferno reale.. l’unico pericolo misà che potrebbe essere trovare “microcazzo” come da disegnino di ieri!

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  2. Come sempre l’umano violenta la natura, ci sono diversi animali ermafroditi che s’ingravidano autonomamente e altri che mutano sesso durante la vita. Ovviamente l’umano non può comprendere la natura fuori dai luoghi comuni e combina orrori.

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      1. purtroppo le persone vivono di paure… la paura del “diverso” e la paura di essere giudicati dalla cultura dominante. Quindi i genitori accettano di buon grado che i propri figli siano sottoposti a mutilazioni genitali in nome della normalità.

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      2. orrore, eppure è una triste realtà. Non si sanno i dati statistici, ma si stima che un 2% dei neonati nasca intersessuale… ma nessuno ne parla. Fortunatamente stanno nascendo associazioni per far conoscere la verità.

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      1. La donna con pene evoca una fobia tutta maschilista. L’uomo con vagina una fobia femminile di sostituzione. Ricondurre i loro fisici a ciò che è ritenuto normale (in senso non solo statistico, come sottolinei bene tu), è ben visto da entrambi i generi, nella cultura attuale. Serve tanta lotta, anche tanta consapevolezza e tanto altro.

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  3. Nascere ermafroditi rende la vita complicatissima, a livello psicologico oltre che fisico.
    Non ho conoscenze dirette, forse il dato 2% è troppo elevato, fatto sta che sono situazioni che esistono davvero.
    Ce ne accorgiamo a livello sportivo, quando ci sono atleti/e la cui collocazione M/F è incerta, con il rischio non solo di discriminare la persona, ma di rendere anche alterato il risultato sportivo.

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