Il prete e la benedizione pasquale delle case

Sono passati tanti anni ed ancora ricordo la benedizione pasquale delle case come una specie di incubo familiare.

Mio padre odiava tutto ciò che aveva a che vedere con la chiesa cattolica, ed in particolare odiava i preti. A noi bambini era vietato il solo oltrepassare le porte della chiesa, la pena minacciata era l’espulsione dalla famiglia. Ovviamente non sono stato battezzato, cresimato, comunicato ecc.

Mia madre non era credente (non lo è tuttora) ma come la maggioranza delle persone trovava la presenza della chiesa cattolica come un elemento “naturale”, un po’ come l’aria o l’acqua, ma era anche succube di mio padre.

In ogni modo vigeva la separazione dei poteri, in casa nostra comandava mio padre e nel resto d’Italia comandava la chiesa (ed entrambi esercitavano il loro potere in modo tutt’altro che democratico).

Ma con l’avvicinarsi della pasqua il conflitto tra mio padre e la chiesa cattolica aveva un acuto, foriero di ecatombi inenarrabili.


Padre: “Anna, se ti azzardi a far entrare il prete in casa butto fuori te ed i tuoi figli”

Madre: “Galeazzo, stai tranquillo non entrerà nessuno.”

Io e mia sorella in realtà non capivamo molto di questo conflitto padre-chiesa, ma ne vedevamo gli effetti.

Arrivava fatidicamente il giorno in cui il prete di turno passava a benedire la casa. Vivendo in un paese di comunisti sfegatati i due preti facevano quasi a gara a chi riusciva a penetrare in più case possibili. Quindi non è che si limitavano ad andare nelle case in cui sapevano di essere bene accetti, no no, cercavano di entrare in tutte le case, a costo di spaccare i coglioni in un modo tremendo.

Driiiin, Driiiin , Driiiiiiiiiin

Madre: “Bimbi non vi muovete, è il prete che viene a benedire”

Noi bambini in coro : “Lo facciamo entrare mamma?”

Driiiin , Driiiiiiin

Madre: ” Ma siete matti, se poi vostro padre lo scopre sono dolori.”

Driiiiiiiiiiiiiinnnnn

Prete: “Aprite, lo so che siete in casa!”

Madre: “Zitti bambini, facciamo finta che non ci sia nessuno.”

Io: “Ma io voglio vedere che fa il prete. Dai mamma.”

Driiiiin driiiiiin

Madre: “Ma lo sa pete che vostro padre si arrabbia, per piacere state zitti.”

Driiiiin driiiiin driiiiiiiiiiiiiiiiiiiin

Prete: “Lo so che siete in casa, ma io benedico lo stesso questa casa nel nome del signore ecc ecc, tanto l’acqua santa passa 7 mura!”


Ed alla fine il prete se ne andava via, non dopo aver innaffiato casa nostra con abbondante acqua santa.

Questa penosa scena si svolgeva tutti gli anni … ma poi io e mia sorella crescemmo ed imparammo ad uscire di casa quando vedevamo arrivare il prete, per non assisitere alla battaglia tra lui e la famiglia Masini.

Da allora mi è rimasta solo la curiosità di vedere in cosa consiste la benedizione delle case … soprattutto sono rimasto con la curiosità di sapere se è vero che le famiglie offrivano al prete un bicchierino di cordiale od altri alcolici.

6 Replies to “Il prete e la benedizione pasquale delle case”

  1. Da me sempre, di più accompagnavo il parroco, eravamo tanti bambini che volevamo farlo, le persone ci lasciavano dei soldi, o delle caramelle.
    Ricordo con piacere quei tempi.
    Il mio parroco non ha mai forzato nessuno a farlo entrare.
    Ma da noi i comunisti comunisti erano pochi.

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