Ancora Bigotti: una brevissima recensione

Ho letto con interesse e molte aspettative il libro “Ancora Bigotti“.

Il libro porta avanti due tesi che nella testa dell’autore coincidono. Da una parte la condanna della morale sessuale, specialmente quella cattolica, cosa che condivido in pieno. Dall’altra parte l’idea che se non scopiamo continuamente con tutti e tutte con la stessa facilità con cui prendiamo un aperitivo è solo a causa della morale sessuofoba che permea la nostra società. E qui non concordo, o meglio, concordo solo parzialmente.

L’autore sembra dimenticare un aspetto della vita di noi umani , ovvero la volontà di non ferire i sentimenti altrui.

Se io vedo una ragazza, che mi piace molto esteticamente, non è che se non provo a farci sesso è solo perché in fondo anche io sono permeato dalla sessuofobia, ma semplicemente perché farlo significherebbe ferire i sentimenti della mia compagna.

Dovrei fregarmene? Oppure accusare la mia compagna di essere moralista perché non accetta la mia inclinazione a fare sesso continuamente con tutte? Posso dire che mi sembra una posizione molto superficiale?

Nell’idea dell’autore tutte le coppie dovrebbero essere aperte sessualmente. Cosa che non mi trova né d’accordo né in disaccordo, semplicemente perché non capisco perché debba esserci una regola valida per tutti. Io non trovo niente di strano nelle coppie aperte come non trovo niente di strano sulle coppie sessualmente chiuse.

Ogni rapporto di coppia è un caso a se stante, ed ogni coppia ha il diritto di comportarsi come meglio crede, senza per questo essere tacciata di bigottismo, che comunque esiste ed è imperante, su questo non ci piove.

Per quanto invece riguarda la sessuofobia della nostra società cattolica, concordo pienamente con l’autore, ma purtroppo su tale aspetto il libro mi è sembrato un’occasione persa.

L’autore tante volte cita la morale sessuale come strumento per danneggiare le persone, e soprattutto le donne. Mi sarebbe piaciuto che tale aspetto (che pensavo fosse quello principale del libro) fosse analizzato con maggiore profondità, ad esempio partendo dal microcosmo universitario così ben conosciuto dall’autore.

Posso fare un esempio?

Ambiente universitario, interpreti : un professore X (maschio) , una dottoranda Y.

Mettiamo ora che X ed Y scopino regolarmente. Anche se vi potrà sembrare strano è consuetudine che il Prof. X cerchi di far sapere a tutti di questa sua attività sessuale.

Altro che farlo di nascosto. Perché? Semplice, perché per la morale imperante del “maschio alpha” (altrimenti detto gallo del pollaio) ha il sopravvento sulla morale sessuofoba cattolica.

Ovviamente Y viene subito tacciata (in privato) di essere una puttana arrivista (il discredito è tanto più “privato” quanto X è in alto nella gerarchia ).

Bello schifo, vero? (non il sesso ma la visione Gallo-Puttana dei colleghi, sia maschi che femmine)

Insomma la disparità di trattamento è abissale.

E se invece X fosse una donna? Beh sempre puttana rimarrebbe per i colleghi.

Questi aspetti sono sì toccati dall’autore, ma poi alla fine rimangono quasi in sottofondo rispetto al suo grido di battaglia “voglio scopare con tutte e non mi dovete rompere le palle”.

Quindi pensate che vi sconsiglio il libro ?

Tutt’altro, la lettura è a modo suo divertente e stimolante, perché comunque costringe il lettore a farsi delle domande, e possibilmente a darsi delle risposte.

12 Replies to “Ancora Bigotti: una brevissima recensione”

  1. Hai portato avanti un argomento molto interessante. L’autore ha sicuramente ragione nel condannare la morale sessuale data dalla religione, che ha fatto veramente tanti danni e ha condannato molte persone, però tratta con molta superficialità il concetto di sesso in seguito. Come hai ben scritto, le coppie sono molto diverse e ognuno di loro ha la sua particolarità. Riassumere tutto il discorso in quel modo è troppo semplificativo e hai portato degli esempi molto intelligenti.

    "Mi piace"

  2. Interessante che abbia diviso i due argomenti in modo speculare e li abbia ricondotti, in realtà, a una stessa logica, individuabile nell’imposizione culturale dall’alto. Il nucleo familiare (ma anche il clan allargato) rimane un luogo da controllare e gestire, sia aggregandolo con forza (e gestendolo) che disgregandolo (e offrendo in alternativa aggregazioni esterne di facile manipolazione). In ogni caso sono forme di autoritarismo travestite con panni più o meno seducenti. Però lo leggerò. 🙂

    Piace a 1 persona

      1. Tra l’altro l’accusa di bigottismo è una di quelle di maggior successo, in questi tempi, per portare l’interlocutore sui propri argomenti: nessuno ama sentirsi dare del bigotto o del retrogrado.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...