Il disegno fatto all’esame di terza media.

Sono (dopo tanti mesi) a casa di mia mamma in Toscana. Appeso alla parete dietro la TV c’è il disegno che feci all’esame di terza media (o meglio il disegno che rifeci a casa dopo l’esame, l’originale era ovviamente rimasto a scuola).

Il disegno non piacque perché fu considerato abbastanza sconveniate per un ragazzino di nemmeno 14 anni (avrei voluto metterci anche un teschio ma anche se giovane ed ingenuo capii che sarebbe stato troppo).

Il “non detto” esplicitamente dai prof fu “questo ragazzino ha problemi”. Pensare in modo diverso dallo standard era e rimane un peccato grave.

A livello tecnico il disegno lascia il tempo che trova (ombre sbagliate, tratto incerto) ma ci sono lo stesso affezionato.

16 Replies to “Il disegno fatto all’esame di terza media.”

      1. Che certi pregiudizi siano sempre presenti non mi stupisce. Diciamo che 50 anni fa nelle scuole dei paesini tali atteggiamenti nei confronti dei ragazzini fuori standard/deviati erano la normalità. Io ebbi grandi problemi con la scuola sino a che non trovai
        i docenti giusti al terzo anno delle superiori.

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      2. esatto.. è inquietante pensare che certe forme di espressione, da parte di bambini o ragazzini, siano ancora additate come devianti.. pensare che il pensiero divergente è una grandissima risorsa correlata, inoltre, ad estrema creatività!

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      3. Ora la situazione è molto diversa. Il mio disegno è di 49 anni fa. Tieni conto che in italia c’erano ancora le classi differenziali per “soggetti che presentano anomalie o anormalità somato-psichiche”. Se non altro abbiamo abolito queste cose ormai dal ’77, mentre in Svezia procedono ancora con queste follie (compresi i manicomi per gli adolescenti dichiarati “devianti”).

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    1. non avevo mai sento parlare di Dalì o altri pittori. A scuola a volte disegnavo teschi ed ossa (rigorosamente a china) e ciò non era ben visto, quindi per l’esame di terza media operai per un disegno non macabro (i serpenti poi non mancavano mai dai miei disegni).

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  1. Non so quali fossero i soggetti in voga in quegli anni, certo è che la volontà di distinguersi, se non sei stato debitamente autorizzato almeno per censo, è da schiacciare sulle prime 😉

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      1. Ma l’idea resta buona.
        Anche i miei genitori hanno messo in cornice alcune mie opere “giovanili”, non propriamente dei capolavori. E lo stesso ho fatto io con mio figlio.

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