Riviste scientifiche, come si pubblica?

Le riviste scientifiche sono un qualcosa di completamente diverso dalle riviste che possiamo comprare in edicola.

Innanzitutto sono scritte in inglese e gli articoli sono sottoposti ad un processo di revisione anonimo tra pari (peer review), questo almeno per le riviste internazionali serie.

Quando i ricercatori (o scienziati, se vi piace di più il termine, anche se all’interno delle università e centri di ricerca è pochissimo usato) scrivono un articolo, (a volte può essere lungo anche molte decine di pagine) questo viene sottoposto per la pubblicazione su una rivista. Dopo che l’articolo è stato inviato, gli editor (curatori) della rivista lo mandano ad uno o più referee (revisori/arbitri) anonimi (anonimi per gli autori degli articoli) che devono fare pelo e contropelo all’articolo. Il giudizio dei referee è quasi sempre inappellabile, e normalmente rientra in una di queste tre categorie:

1) articolo pubblicabile;

2) articolo pubblicabile a patto che gli autori sistemino certe parti;

3) articolo bocciato.

Nel caso (2) l’autore (o gli autori) cercano di sistemare/correggere l’articolo, e dopo rimandano il tutto alla rivista.

A questo punto parte il secondo giro di revisione con uno dei tre possibili giudizi prima elencati.

Il processo va avanti così (a volte per anni) sino a che l’articolo non viene accettato o rifiutato.

Alla fine, se l’articolo viene accettato, gli autori ricevono le bozze del medesimo per effettuare eventuali correzioni tipografiche, et voilà dopo un altro bel po’ di tempo l’articolo verrà stampato su un numero della rivista (ora fortunatamente tutte le riviste sono anche in versione elettronica, per cui i tempi di pubblicazione si sono accorciati).

Questo uno dei miei ultimi articoli (corressi le bozze mentre il mio amico e coautore lottava tra la vita e la morte in ospedale a Parigi per il Covid).

PS Notre Dame è il nome dell’università di Notre Dane, e la rivista è pubblicata dalla Duke University Press. Negli Usa e nel Regno Unito varie università posseggono prestigiose case editrici (MIT press, Oxford University press, ecc.)

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