Io ed il disegno, arte o no?

Qualche anno fa scrissi un post in cui cercai di spiegare il mio rapporto con il disegno. Nel frattempo quasi tutte/tutti le/i lettrici/ori di quel post sono sparite/i e se ne sono aggiunte/i altre/i, per cui in questo strano (per me) pomeriggio settembrino in cui non ho voglia di lavorare proverò a riscrivere con parole nuove i concetti alla base di quel lontano post.

Ho sempre disegnato, almeno da quando io riesco a ricordare. Sin da bambino (scuole elementari) avevo due sogni, diventare uno scienziato e disegnare i fumetti.

Gli anni passarono e mi ritrovai alle scuole medie con la passione immutata per la scienza ed il disegno. Iniziai a leggere libri scientifici sempre più difficili, soprattutto di biologia e astronomia, scoprendo anche l’esistenza dell’informatica grazie a dei libri di autoapprendimento che trovai in un liberia dell’usato a Piombino (imparai così a programmare, senza aver mai visto un calcolatore (computer), in fortran, algol e cobol.)

Ma anche la passione per il disegno non tramontava, così con il beneplacito dei miei genitori iniziai ad andare ogni giorno “a bottega” da un pittore.

L’esperienza di andare ad imparare a dipingere da un pittore mi fece capire tante cose.

La prima, banale, è che non mi piaceva la pittura, proprio non mi piaceva usare il pennello. Amavo solo i disegni a matita o quelli fatti in bianco e nero con la china. Poco male, alla fin fine si trattava solo di trovare la tecnica più adatta al sottoscritto, mica esiste solo il pennello.

Fu così che mi ritrovai alla fine della terza media.

Mentre le mie letture scientifiche procedevano ed ormai padroneggiavo abbastanza la programmazione (per come può padroneggiarla un bambino/adolescente autodidatta totale), ebbi il primo e grande conflitto interiore con il disegno.

Insomma, ero sicuramente bravino a disegnare ma …. sentivo di non avere la creatività necessaria a diventare un artista. Non è che avevo poca creatività, proprio non ne avevo, neanche un po’.

Fu così che finita la terza media, quando si trattò di scegliere tra liceo artistico (oltretutto molto lontano da casa, era solo a Firenze) e liceo scientifico, scelsi senza patemi d’animo quest’ultimo.

La scelta di andare al liceo scientifico si rivelò profondamente sbagliata, per motivi che racconterò in un altro post, fatto sta che dopo un esaurimento nervoso ed una grande depressione dopo poco più di un anno smisi di andare a scuola, ma come si dice, questa è un’altra storia.

Ed il disegno? Continuava a piacermi, ma il fuoco sacro era spento, sapevo che non sarei mai diventato un artista. Il disegno rimaneva solo una forma di divertimento, avevo un solo vero obiettivo, diventare uno scienziato (e un maestro di karate … ma anche questa è un’altra storia).

Gli anni passavano e con il tempo vidi realizzarsi il mio sogno di diventare uno scienziato, ma ovviamente non un artista, ed andava bene così, in fondo fare come lavoro quella che era la passione coltivata sin da bambino era ed è una cosa impagabile.

Ho comunque continuato a disegnare, sempre e solo per divertimento, senza nessuna pretesa.

Io ho una idea elevata di arte, e mi vergognerei tremendamente a chiamare i miei disegnini una forma d’arte. Ben che vada sono disegni buoni per le copertine dei fumetti, niente più di questo.

Come dice sempre Barbara (che insegna storia dell’arte) una persona è un artista se si definisce tale … e tutti hanno diritto di definirsi artisti. Non esistono scuole o accademie che facciano diventare una persona un artista.

Beh, io allora avoco a me stesso il diritto a non definirmi un artista, indipendentemente da quello che possono pensare le (poche) persone che apprezzano i miei disegni. Ed il motivo è sempre quello che capii in terza media, io non ho la cratività necessaria per definirmi artista.

Quindi lascio vivere la mia passione per il disegno semplicemente come una forma di divertimento … a volte addirittura una forma di Zen, e va bene così.

13 Replies to “Io ed il disegno, arte o no?”

  1. Io credo che l’arte sia un pò ovunque e che ad essa occorra un pò di creatività…. rispetto molto qualsiasi forma d’arte, e credo (per esperienza personale) che si nasca con una mentalità artistica…. io mi definisco tale ma faccio una vita, e interpreto ogni mia giornata, come vivere artistico. Trasformo ogni cosa, mai niente resta com’è dunque credo che l’artista stia nell’anima, e cresca con essa.

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      1. C’è chi nasce con la capacità di essere un grande atleta e chi con quella di diventare artista. Non siamo tutti uguali. Magari non è tutto deciso alla nascita , forse i primi anni di vita hanno una grande influenza su ciò che saremo da grandi, ma alla fine siamo quel che siamo, né più né meno.

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  2. E’ un raccontarsi molto bello, appartengo alla categoria di quelli che non c’erano “prima” 😀
    Per il resto.. non sono una da definizioni, specie in campo artistico e come ti ho detto svariate volte, sono molto molto lieta di poter vedere i tuoi disegnini 🙂

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  3. In pratica hai capito di possedere la tecnica, ma che la stessa non è supportata dalla creatività.
    Mi viene in mente una battuta, prendila con le pinze: un po’ come chi disegna i rebus della Settimana Enigmistica. Raramente è chi crea il rebus a disegnare la scenetta, ma ci si avvale di bravi disegnatori che sanno mettere in immagine l’idea del creatore del rebus.

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