Un Capitan America diverso …

Mi piacerebbe facessero un bel film drammatico con il Cap America che prende alla fine coscienza di essere uno sfruttato e si ribella contro i militari ed il potere USA.

Ma dubito che la Disney (proprietaria della Marvel) dia mai il permesso di fare una cosa simile.

Comunque sia ecco il “mio” Capitan America.

Rosa: il popolo delle tombe

Storia di Rosa

Rosa era una ragazza che potremmo definire sessualmente perbenista. Socialmente e politicamente era una ragazza che andava oltre gli schemi convenzionali, una vera antagonista. Ma quando si trattava di sesso tutta l’educazione repressiva cattolica avuta da bambina veniva fuori. Rosa era sposata con Michele e per loro, nonostante la giovane età, poco più di 30 anni, , il sesso era una specie di dovere coniugale, nessuna fantasia, nessuna rottura delle regole.

Una volta parlando con Rosa ed altre amiche citai la diffusione sempre maggiore dei dildo e di come i negozi erotici in Germania fossero diffusissimi e bellissimi. Beh, Rosa se ne venne fuori con un “cosa cavolo è un dildo?” Capite?

E sì che leggeva e si informava su tutto, ma a quanto sembra tutte le volte che il discorso, scritto o parlato che fosse, virava sul sesso, Rosa chiudeva il cervello.

Un disgraziato giorno rosa stava andando al lavoro, quando un pazzo vestito da prete le gettò in faccia un intero flacone di acido cloridrico urlando “pentiti pervertita!!”, proprio a lei, che la perversione non sapeva neanche che fosse.

Rosa, con il viso completamente sfigurato, fu subito ricoverata nel reparto grandi ustionati, ma non ci fu niente da fare, morì dopo una settimana di agonia.

Ora vive nel modo del popolo delle tombe, e qui ha scoperto tante di quelle gioie sessuali che non aveva mai immaginato nella vita terrena. Ogni inibizione è svanita, ma Rosa continua a rimpiangere di non averlo capito da viva. “Ragazze e ragazzi”, pensava mentre con le amiche partecipava ad una riunione della Valigia Rossa dell’Oltretomba, “non aspettate a venire quaggiù per divertirvi con il sesso, la vita terrena può essere tragicamente breve”.

Cazzo!!! Mi sto trasformando in un robot.

Me lo sentivo, due mesi e mezzo di lockdown non potevano non avere effetti collaterali. Barbara era da un po’ di tempo che aveva intuito che non tutto stesse andando bene nel mio fisico.

Stamani mi sono svegliato verso le 8, Barbara era già alzata da un po’, ed io mi rigiravo nel letto. Ad un tratto ho sentito come se un artiglio gelido mi stesse afferrando il cazzo!

Terrorizzato ho tirato giù la coperta e con orrore ho visto che la mia mano destra non esisteva più, al suo posto una lucente mano robotica attaccata al mio avambraccio stava masturbandomi ….

L’orrore era iniziato.

Irene: il popolo delle tombe

Irene nacque una splendida notte del 14 agosto 1958. Il padre si era eclissato appena saputo della gravidanza di sua madre Paola. Sia come sia, pur essendo rimasta povera e sola, su consiglio del suo parroco Paola decise di portare a termine la gravidanza in un piccolo ospedale. Era una caldissima giornata quando nemmeno un’ora dopo il parto un austero medico, accompagnato dalla suora di turno,  si presentò nella stanza di Paola.

“Signorina Paola” disse seriamente il medico “suo figlio è un obbrobrio, non è né maschio né femmina, occorre porre rimedio!”

“Ma  ma ma …” iniziò a balbettare Paola.

“Non si preoccupi signorina” proseguì il medico “lei deve decidere semplicemente se vuole che sia maschio o femmina, poi la chirurgia farà il suo dovere. Domani mattina passerò nuovamente e per allora lei dovrà aver preso una decisione”.

Così detto il medico girò sui tacchi ed insieme alla suora uscì dalla camera di ospedale.

Paola era terrorizzata, ed alle 3 di notte prese la sua bambina dal lettino dei neonati e scappò via, lontano lontano.

Passarono gli anni, Paola si era trasferita a Veronetta, quartiere popolare di Verona, dove viveva in un vecchio appartamento con Irene ed il suo nuovo marito, tal Giuseppe, fervente frequentatore della chiesa, alcolizzato e violento sia con Paola che con Irene. Mai erano andati  insieme al mare e mai Giuseppe aveva visto nuda Irene, quindi non immaginava che quella  bellissima  ragazza avesse un pene degno di un pornodivo. Paola, sapendo bene che mai Giuseppe avrebbe accettato di avere una figlia intersessuale, anche se adottiva, aveva sempre tenuto per se il segreto.

Fu la mattina dell’epifania del 1978 che accadde la tragedia. Irene era nella sua camera sdraiata sul letto che si mastrurbava pensando alla sua compagna di lavoro Francesca, quando improvvisamente entrò nella camera il padre Giuseppe,

Vedendo la figlia con il suo grosso pene in mano Giuseppe iniziò ad urlare come un ossesso “Chi sei tu? Sei figlia del demonio! Sei un obbrobrio!” e urlando a più non posso andò a prendere al sua amata pistola, la puntò verso Irene e … Bang Bang, la vita di Irene finì, non aveva nemmeno 20 anni.

Ma, come tutte le più belle persone, volò nel fantastico mondo del popolo delle tombe. Ora Irene è felice, nel mondo del popolo delle tombe nessuno ha da ridire sulla sua vera natura.

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Britty la transex: il popolo delle tombe

Si dice che quando viveva nel nostro mondo Britty fosse una transex bellissima, desiderata sia dagli uomini che dalle donne.

Ma un giorno si presentò a casa sua un prete, la chiamò satana, bestia immonda, creatura abominevole ed alla fine la uccise piantandole un coltello nel petto.

Il prete morì mesi dopo, e subito fu spedito nel reparto “preti schifosi” del paradiso, a mangiare merda per l’eternità (il paradiso non è un bel posto). Britty invece trovò una nuova bellissima “vita” nel mondo del popolo delle tombe.

Ora Britty è felice, è amata da tutti e non deve più aver paura dei preti.