Specchio specchio delle mie brame …

Gli specchi stradali hanno per me un fascino particolare quando li osservo come soggetti fotografici .

Non so come mai, forse perché mostrano una realtà distorta che cattura la mia immaginazione … eh sì il cervello a volte è strano.

Ovviamente non poteva mancare uno specchio stradale giapponese, ovviamente pulitissimo e con tanto di “cappellino” rosso. I giapponesi sono assolutamente mitici.

Le foreste giapponesi

Il Giappone ha un territorio montuoso, e mentre tutte le pianure e colline sono adibite o a zone abitative o a coltivazioni (riso o the) i monti sono lasciati alla natura.

Nel Giappone del sud gli alberi più diffusi nelle foreste sono i “sugi” (Sugi , albero dell’aria, da pronunciare con la G dura).

I Sugi sono cipressi e moltissimi sono antichi e giganteschi. I nostri cipressi al confronto sono degli alberelli piccoli piccoli.

Stirare

Dato che non ho disegni nuovi continuo a riproporre cose già pubblicate.

Questo disegno mi piace particolarmente perché riprende lo stile delle vecchie foto di vita quotidiana.

Sono stato indeciso sino all’ultimo se farlo a colori o in bianco e nero, poi ho deciso per i colori.

Qualche anno fa ho rifatto …

Qualche anno fa ho “rifatto” il disegno che feci in seconda media e che ho pubblicato questa mattina.

Volevo dare un tocco psichedelico al disegno originale … ma l’idea di fondo è rimasta la stessa.

Sincretismo (2ª media, il lontanissimo 1971)

Questo disegno lo feci in seconda media (50×70 cm).

Diciamo che non fu particolarmente apprezzato dalla docente di disegno … non è difficile immaginare il perché (e non certo perché il disegno è tecnicamente troppo piatto ).

L’idea era quella di dire che non c’è una sola religione, e soprattutto non c’è una religione superiore a tutte le altre (io comunque già allora mi definivo ateo).

Il disegno fatto all’esame di terza media.

Sono (dopo tanti mesi) a casa di mia mamma in Toscana. Appeso alla parete dietro la TV c’è il disegno che feci all’esame di terza media (o meglio il disegno che rifeci a casa dopo l’esame, l’originale era ovviamente rimasto a scuola).

Il disegno non piacque perché fu considerato abbastanza sconveniate per un ragazzino di nemmeno 14 anni (avrei voluto metterci anche un teschio ma anche se giovane ed ingenuo capii che sarebbe stato troppo).

Il “non detto” esplicitamente dai prof fu “questo ragazzino ha problemi”. Pensare in modo diverso dallo standard era e rimane un peccato grave.

A livello tecnico il disegno lascia il tempo che trova (ombre sbagliate, tratto incerto) ma ci sono lo stesso affezionato.