l’isola del dott Moreau mi ha sempre affascinato mettendomi addosso una tristezza infinita

Non è un racconto di Mostri come certe riduzioni cinematografiche hanno fatto credere ma il triste racconto di un lento regredire alla condizione animale.

Ripensandoci l’altro giorno mi ha fatto venire a mente due storie ben più recenti:

Fiori per Algernon (racconto di fantascienza) e Risvegli di O. Sacks.

In entrambi i casi assistiamo al destino tremendo di due persone che dopo essere tornate alla vita si rendono conto che quanto accaduto è solo una breve tappa prima di precipitare di nuovo o nella demenza o nel sonno .

Precisazione

una persona mi ha chiesto come mai non metto l’indicazione (credits) delle foto che pubblico sul Giappone. La risposta è semplice, tutte le foto che pubblico (non solo del Giappone) sono state scattate dal sottoscritto. Quindi nessuna appropriazione del lavoro altrui.

Dato che sono per la condivisione di quel che faccio non metto esplicitamente il (c) sulle mie foto … tanto servirebbe a poco (il copyright diventa automatico quando un qualcosa è pubblicato dell’autore in qualsiasi forma pubblica). Poi se uno vuol usare le mie foto lo faccia pure, basta che non se ne appropri dicendo di esserne l’autore e poi se non mi vuol citare … non me ne frega assolutamente niente.

I gatti in Giappone.

Il Giappone è la patria mondiale dei gatti, i giapponesi li amano all’inverosimile. Ovviamente è difficile vederli liberi per le strade, ogni micio ha la sua casa in cui regna incontrastato ed onorato dai suoi umani.

Non mancano i tanti libri con i gatti come protagonisti, ed attenzione, non sono libri per bambini.

Sicuramente il libro più famoso con un gatto come protagonista è “Io sono un gatto” di Natsume Sōseki, del 1905.

“Gli umani per quanto forti non saranno in auge per sempre. Meglio attendere tranquillamente l’ora dei gatti.” (citazione dal libro).

Vi consiglio anche la lettura di “Kafka sulla Spiaggia”, di Murakami Haruki.

Domani, dopo un bel po’, …

… pubblicherò un disegnino nuovo di zecca.

Titolo: Notte al museo.

Io e Barbara siano stati due notti in albergo al mio paese. A casa di mia mamma c’è la badante (Leila) e non c’è posto per noi. Albergo carino ed abbastanza economico, con un grande specchio in camera con una cornice degna di un quadro da museo. Flash, illuminazione: Museo+quadro+notte = disegnino nuovo …. vedrete.

Specchio specchio delle mie brame …

Gli specchi stradali hanno per me un fascino particolare quando li osservo come soggetti fotografici .

Non so come mai, forse perché mostrano una realtà distorta che cattura la mia immaginazione … eh sì il cervello a volte è strano.

Ovviamente non poteva mancare uno specchio stradale giapponese, ovviamente pulitissimo e con tanto di “cappellino” rosso. I giapponesi sono assolutamente mitici.

Le foreste giapponesi

Il Giappone ha un territorio montuoso, e mentre tutte le pianure e colline sono adibite o a zone abitative o a coltivazioni (riso o the) i monti sono lasciati alla natura.

Nel Giappone del sud gli alberi più diffusi nelle foreste sono i “sugi” (Sugi , albero dell’aria, da pronunciare con la G dura).

I Sugi sono cipressi e moltissimi sono antichi e giganteschi. I nostri cipressi al confronto sono degli alberelli piccoli piccoli.

Stirare

Dato che non ho disegni nuovi continuo a riproporre cose già pubblicate.

Questo disegno mi piace particolarmente perché riprende lo stile delle vecchie foto di vita quotidiana.

Sono stato indeciso sino all’ultimo se farlo a colori o in bianco e nero, poi ho deciso per i colori.