Sesso, squirting e mascherina.

– Pronto, Francesca?

– Ciao Monica, come stai?

– Tutto bene, emergenza covid a parte. Avrei voglia di te, ma come facciamo? Ho paura del contagio.

– Ti capisco ciccina mia, anche io vorrei far l’amore con te. Aspetta però che chiamo il Mega Direttore Sanitario dell’ISS.

… passano 5 minuti .

– Monica, notizia eccezionale! Possiamo fare sesso orale, è scientificamente sicuro!

– Ma noi abbiamo sempre fatto sesso orale, cosa cambia?

– Ti spiego, non possiamo baciarci e mentre una lecca la passera all’altra è necessario che chi non lecca abbia la mascherina e soprattutto squirti in faccia a chi lecca.

– Ma è fantastico!! Vengo io o vieni tu?

– Vengo io a casa tua ma vedrai che ti farò venire, tante tante volte, oh come verrai! 😉”.


Sesso sicuro al tempo del covid: il governo sta per emanare un decreto!

Amiche ed amici, non vorrete mica rinunciare a scopare in questa ripresa della pandemia?

Mmmhhh sesso solo tra congiunti non si può (vabbè che da cugini in poi è comunque legale … ma chi ha voglia di cercare un cugino per trombare?)

Ok, tra conviventi sarà consentito (speriamo) ma tra amici (trombamici) o addirittura tra sconosciuti sarà un problema, per ovvi motivi di trasmissione virus (la mascherina non basta).

E quindi, che fare?

Tranquille e tranquilli, ci ha pensato l’allegrissimo ministro Speranza.

Sono sufficienti due scafandri da palombaro e due bombole ossigeno per immersioni. Il disegno illustra come fare (il tutto è in fase di approvazione al consiglio dei ministri).

Ed il sesso orale? Eccheccazzo, per ora no!

Dite che scopare con gli scafandri non è agevole? Uffa quanto siete esigenti.

Allora l’altra soluzione è la masturbazione. Magari in videoconferenza (ZOOM fino a 45 min è gratis, e sicuramente verrete prima!) Ah maschietti, attenti a non sporcare le webcam con i vostri schizzi.

I Want You

No, decisamente non è un post allegro. Il contagio sembra andare fuori controllo ed io spero che il governo e le regioni prendano misure adeguate e non schizofreniche, perché accettare che autobus e metropolitane siano pieni e poi lamentarsi del contagio è schizofrenico.

Dire che le scuole devono fare lezione in presenza (senza mascherina) e poi inventarsi la frottola che i giovani si contagiano *solo* fuori dalle scuole è vergognoso.

Per preservare la finta normalità del ritorno a scuola a tutti i costi si sono intasati i mezzi pubblici, aiutando la diffusione del covid. Grazie Azzolina per questo tuo impegno a favore del contagio.

Quindi ben vengano misure restrittive, a partire da scuole ed università, chiudiamo poi le palestre e tutti i luoghi dove è di fatto impossibile garantire un serio distanziamento. Meglio misure dure ora, con chiusure razionali e mirate, che arrivare tra un mese ad un lockdown generalizzato.

Intanto mettiamoci tutti la mascherina, NON c’è limitazione della libertà nell’indossarla, solo gli stupidi, gli ignoranti e le persone in malafede lo possono affermare.

Al ballo smascherato

Marco non stava mai male, 40 anni ed una salute di ferro.

Un giorno mentre prendeva il suo solito spritz con 6 o 7 dei suoi amici, rigorosamente senza mascherina, sentì parlare al tavolo dietro di loro.

– “Possibile che tu non sappia nulla delle feste in costume che si fanno in via Santa Pazienza?” stava dicendo un avventore.

-“No, mai sentito niente! Racconta, dai!” rispose l’amico.

-“È semplice, tu ti presenti in costume tipico veneziano, suoni al campanello al N.666 con scritto Aia, dici la parola d’ordine *non ce n’è * e ti fanno entrare. “

Marco ascoltò affascinato, questa è la Verona che lui ha sempre sognato.

La sera successiva, vestito in puro stile ‘600, si presentò alla festa segreta. Fu fatto entrare da un maggiordomo vestito di niente e fatto entrare in un enorme salone affrescato.

Erano tutti vestiti in stile veneziano, tutti con una mascherina a coprire la parte superiore del viso, ma con la bocca assolutamente libera.

Iniziarono i balli, e con i balli iniziarono i baci e poi dai baci passarono al sesso collettivo, unico divieto il togliersi la mascherina dagli occhi.

Marco si stava limitando ad osservare affascinato , quando vide solitaria in fondo alla sala una bellissima ermafrodita.

Si avvicinò e si presentò ” piacere sono Marco, anche tu di Verona?”

La ragazza non rispose, ma lo attirò a se baciandolo con passione… ma al momento di passare dai baci al sesso come per magia di dileguò dissolvendosi in una nuvola rossa.

Marco rimase sconvolto, e scappò, scappò come se avesse avuto il diavolo alle calcagna.

Rientrò ansimando a casa, viveva ancora con gli anziani genitori.

Marco non era mai stato male, ma dopo 4 giorni si ammalò , e dopo una settimana si ammalarono i suoi anziani genitori. Morì per prima la mamma e dopo pochi giorni morì il padre.

Marco non era mai stato male, ma ora è intubato all’ospedale di Verona.

Marco è sedato, non sa nemmeno di aver contagiato tutti i suoi amici del bar. Marco quasi certamente morirà, ha i polmoni distrutti, e con lui moriranno tante altre brave persone, che non hanno capito che c’è in ballo la vita e la morte.

Grazie ad Edgar Allan Poe.

Il Seminegazionista

In questa estate in cui gli italiani sembrano essersi dimenticati dei 35mila morti per Covid sta spuntando una nuova categoria, quella dei Semi-negazionisti.

Sono persone che non negano l’esistenza del corona-virus gridando al complotto, ma sposano tesi di improbabili individui come Tarro (un po’ come leggere gli scritti di Mussolini per prendere lezioni di democrazia). Ma dato che la reputazione scientifica di Tarro è inesistente, si abbeverano a piene mani del verbo di un (dicono) bravo medico ospedaliero come Zangrillo, che però con la virologia non ha niente a che vedere.

Ecco quindi le tesi più fantasiose, la principale è che il Virus Autoctono ormai è innocuo … tesi non supportata da nessuna ricerca scientifica sottoposta a successiva verifica .

Intanto i contagi aumentano, sempre che le regioni per minimizzare l’incremento inizino fare sempre meno tamponi (sapete, in varie regioni si vota …)

Fortunatamente ci sono migliaia di professionisti (virologi, infettivologi …) che continuano a lavorare in silenzio senza cercare la celebrità mediatica.