Lontano lontano

Tratto dalle cronache dell’autostoppista galattica Monik.

La nostra galassia è enorme, 200 miliardi di stelle ed un buco nero al centro.

Se vuoi andaste a fare un giro per i pianeti della via lattea trovereste le civiltà più strane, mondi indescrivibili, esseri fantastici.

Ad esempio, dalla parte opposta del nostro sistema solare c’è il pianeta XX abitato solo da intersessuali. È un pianeta di guerriere, paladine della libertà, combattono ovunque sia richiesto il loro intervento per sconfiggere il male.

Le XXiane sono note non solo per il loro coraggio ma anche per il notevole cazzo che tutte orgogliosamente esibiscono. Eh sì tutte hanno il cazzo (e se la cosa vi sconvolge allora state ben distanti dal loro pianeta).

Me le XXiane hanno anche una dolcissima vagina e chiunque (come la sottoscritta) l’abbia leccata assicura che è miele allo stato puro.

Il sesso con le XXinane è considerato il più coinvolgente e completo di tutta la galassia, una volta fatto l’amore con loro il resto vi apparirà incompleto.

Una volta ho scopato con la grande guerriera Icsia, ore ed ore di sesso senza interruzioni. La mia bocca passava dal suo cazzo alla sua figa, bevendo il suo sperma ed i succhi vaginali, e poi …

Le nuove avventure di Pinka. Il pianeta Three

Parte 1: la telefonata di Trois.

Ciao ciccine e ciccini, come state?

Oggi sono di totale relax, niente sesso estremo e soprattutto niente lavoro.

Come vedete sono sdraiata sul mio divano, un vibratore in culo … ahhh che bello, ed un bicchiere di Jack Daniels.

Divanata

Mi piacerebbe prendermi una piccola vacanza, una sola settimana, ma dove? Servirebbe un pianeta interessante, non è che manchino nella galassia c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio Three, dove abita la mia amica Trois (da pronunciare in francese).

Eh sì, Trois, gran bella ragazza. Mi ricordo di quella volta, era l’alba del I-maggio di cinque anni fa, quando …

<<Bzzz…Pom-pin, pim-pon, bzzzz … pon-pin bzzzz >> il mio telefono iniziò a squillare e vibrare senza tregua mentre io maledicendolo faticavo a svegliarmi da un profondissimo sonno.

“Pronto? Chi sei? Cosa vuoi? E soprattutto perchè mi scassi le palle a quest’ora?” risposi incazzata come una biscia.

“Parlo con la porca-umana Pinka? Mi ha dato il tuo numero Mary.” Disse la sconosciuta e poi proseguì “è un’emergenza, ho bisogno del tuo aiuto, Mary me lo ha promesso!”

“E sti cazzi! Mary te lo ha promesso?? Cioè Mary ti ha fatto una promessa senza dirmi nulla?”

“Non ti arrabbiare, ti supplico! Sono disperata, una terribile minaccia incombe nel mio pianeta. Se non per me fallo per le tue consorelle dell’ordine maialesco.”

Le mie consorelle dell’ordine maialesco? Ma che cazzo si era inventata Mary. Ma non potevo certo prendermela con la sconosciuta, decisi quindi di rilassarmi svuotando la mente secondo i dettami del mio Maestro Zen, Katsi Masao.

“Stai calma, possiamo sentirci tra mezz’ora? Devo ancora svegliarmi ed andare in bagno”.

“Va bene, va bene, scusamiii” e si mise a piangere.

“Eh no, non piangere, ti aiuterò promesso. Ti telefono io appena pronta. Dimmi solo come ti chiami ed a che numero telefonarti.”

“Chiamami allo **09++36—056577278, io mio nome è Trois”.

Mi precipitai in bagno, feci tanta pipì e dato che ce l’avevo in mano mi feci anche una veloce sega fantasticando su me stessa che legava Mary prima di infilargli il cazzo in culo.

Sborrai abbondantemente, ed infine andai a farmi un caffè espresso.

Ormai ero totalmente sveglia, pronta ad affrontare Trois.

“Pronto? Trois?”

“Eccomi Pinka, mi si è rotta la lavatrice, poi anche il foro a micro-onde ed anche il ferro da stiro e …“

“FERMA! STOP! Ma che cazzo stai dicendo? Non sono mica la tua tecnica degli elettrodomestici.”

“Scusami, scusami, sono sconvolta, non so che dico, ecco sì ora mi scappa anche la pipì.”

Questa è matta, pensai, in che casino mi ha infilato Mary?

“Senti Trois, capisco (si fa per dire) ma davvero sei troppo confusa. Dimmi solo se il tuo pianeta è prossimo alla distruzione”

“Distruzione? Non capisco.”

“Eccheccazzooooo!!!” urlai “come non capisci? MI hai detto che una minaccia terribile incombe sul tuo pianeta. Se non è distruzione o qualcosa di simile, che so’ una pandemia di covid-6969, peste suina-umana, che razza di minaccia è?”

“Ci vogliono ridurre da 3 a 2, ma nessuno morirà, si ammalerà e nemmeno vedrà lesa la sua libertà. Ma da 3 a 2, ti rendi conto?”

Non stavo più a capire niente.

“Senti Trois, qui occorre vederci perché io non ti sto seguendo. Domani vengo sul tuo pianeta e ne parliamo.”

“Ok però tu sei solo 2 e non devi mostrarti troppo in giro, ora vado da Media Universe per comprare una lavatrice e poi il ferro …”

“Bastaaaaa. Chetati, bevi un po’ di Valuim e fissiamo un posto dove vederci domani.”

“Va bene, facciamo a casa mia, le coordinate sono 13091384-87324-983274-32-29487. Ma non è che mi porteresti un frullatore, il mio si è rot…”

ed a quel punto buttai giù il telefono!

CONTINUA

Pinka nuova serie. Avventura 2, parte 2.

Parte 2.

“L’universo ha bisogno del mio aiuto? Ma che stai dicendo?”

ed Endy si mise a piangere …

“Non lo so! Ieri notte si è materializzata nella mia camera da notte la Gran Sacerdotessa dell’Inutilità, sua Grazie C-zz-l-na, e mi ha detto che l’universo tutto è in pericolo, che sarei dovuta venire da te ma che solo domani mattina avremmo saputo la natura del pericolo!”

“Oh cazzo piccola mia, dai smetti di piangere, abbiamo affrontato di tutto nelle nostre avventure, affronteremo anche questa sfida”.

Presi Endy tra le mie braccia e la strinsi forte forte sino a che non smise di piangere.

“Scusami Pinka, è stato solo un attimo, è tutto passato” disse Endy, ed iniziò a baciarmi.

Dai baci passammo al sesso. Endy prese in bocca il mio cazzo ed iniziò a farmi un pompino fa-vo-lo-so. Cazzo se era brava. Mi fece venire facendomi urlare dal piacere. Poi fu la mia volta, presi Endy da dietro, prima le feci raggiungere un orgasmo infilandolo nella sua dolcissima passera, poi passai al suo culo e lei venne di nuovo. Infine terminammo con Endy che mi fece venire con la lingua che massaggiava sapientemente il mio critolide nuovo di zecca.

Passammo ore a fare sesso … ed alla fine eravamo distrutte, ma contente. La minaccia universale era rimasta in secondo piano.

Sesso con Endy

Uscimmo quindi a cercare un ottimo posto da mangiare. La portai in una piccola Izakaia dove mangiammo e soprattutto bevemmo come se non ci fosse un domani. Si erano fatte le 2 di notte, era ora di tornare a dormire.

La mattina dopo ci svegliammo all’alba ed accendemmo l’OloTV UNiversale appena in tempo per sentire le ultimissime notizie della CNN.

Nello schermo apparve la famosa giornalista Lillygrù …

“Notizia sconvolgente miei cari ascoltatori.

A 1000 anni luce dalla Galassia di Andromeda si è aperta un’enorme fenditura che sta inghiottendo sia lo spazio che il tempo. Al momento nessuna galassia è coinvolta, ma al ritmo in cui lo spazio ed il tempo sono inghiottiti dalla fenditura si prevede che la Galassia di Andromeda sparirà nel giro di una anno, e poi la stessa sorte accadrà a tutte le galassie dell’universo.

Lo scienziato capo del Galactic Max Plank Institut ha dichiarato ai nostri microfoni:

<<I calcoli sui tempi della distruzione non sono ancora terminati, ma dalle prime simulazioni sembra che tutto l’universo sparirà inghiottito dalla fenditura nel giro di 100 anni. Nessuno di noi sa cosa sia questa spaccatura del continuum spazio-temporale.>>

Ecco cari ascoltatori, devo dire senza mezze parole che siamo nella merda?”

E Lillygrù si mise a piangere in diretta, mentre le sue labbrone rifatte stile canotti si contorcevano disperatamente.

Spensi subito l’OloTV, quello spettacolo straziante ed indecoroso non mi piaceva per niente.

Cambiai canale e mi sintonizzai sul più austero Rieducational Channel, dove Angelo Piera stava commentando in diretta la notizia.

“Ecco qua la prima foto della fenditura, presa grazie all’iper telescopio del pianeta Androvitch. Mi ricorda qualcosa ma non saprei dire. Ma colleghiamoci con l’università di PippiCL e sentiamo …”

Spensi subito la TV, ma erano scemi? Come sarebbe che non capivano cosa fosse la fenditura?

Guardate la foto ciccine e ciccini, non lo capite anche voi?

La vagina dell’universo

La fenditura non era niente altro che la Vagina dell’Universo. Ed a quanto sembra aveva voglia di sesso, e soprattutto di qualcosa che si infilasse dentro di lei.

Feci un giro di telefonate presso i più grandi istituti di ricerca delle galassie conosciute, avevo ideato una piano.

Occorreva ‘semplicemente’ costruire un enorme dildo da infilare nella vagina dell’universo e farla godere. Ero convinta che alla fine con l’orgasmo avrebbe espulso in un enorme squirting tutto ciò che aveva assorbito.

Ma come costruire un così enorme dildo? Beh, non sono un fisico, solo una bellissima maiala intersessuale. Lasciai questo compito ai fisici ed ingegneri.

Nel giro di una settimana un enorme dildo, costruito utilizzando le fluttuazioni e l’energia del vuoto quantistico, era in viaggio verso la vagina universale.

Il giorno 2 del mese di dicembre (tempo di nuova-Tokyo) il vibratore penetrò la Vagina ed iniziò l’atto autoerotico più grande della storia universale.

La masturbazione durò due giorni, ed alla fine l’universo ebbe un orgasmo mai visto da esseri viventi e con questo orgasmo dalla vagina fuoriuscì, con un immenso squirting, tutto quanto era stato inglobato sino ad allora.

Poi fu solo questione di un biz e la vagina scomparse. L’universo era salvo!

In tutto questo tempo Endy era rimasta a casa mia. Festeggiamo facendo l’amore per 10 ore, alla fine eravamo sfinite ma felici.

Ciao tesori miei.

FINE

Che l’orgasmo sia con voi!

PS sembra che anche il Big Bang non sia altro che il risultato dello squirting della vagina dell’universo.

Capitolo 17: Insight su Marte

Dove Pinka e Green, andando indietro nel tempo, decidono di fare uno scherzo alla NASA.


Ooooooohhh… ” il grido finale di piacere della mia amica Green diceva tutto, era venuta, il mio cazzo aveva sborrato nella sua passera neo–marziana ed eravamo appagate. Sesso prolungato con tecniche antiche marziane che Green mi aveva sapientemente insegnato in anni ed anni di scopate intergalattiche.

Anche questa volta era stato bellissimo, le sue antenne e le sue tette vibravano dal piacere. Dopo aver passato un’intera notte a fare sesso era arrivata l’ora del riposo. Ci mettemmo a sonnecchiare e la sera ci svegliammo cariche come pile atomiche. Green (che tra parentesi non si chiama così, il suo nome vero è XWYTCHWZ, impossibile da pronunciarsi per chi non è marziano) aveva appena trovato nella mia libreria un vecchio libro della mia infanzia dal titolo “Razzi, Missili e Satelliti”, una storia della conquista umana dello spazio” e sfogliandolo arrivò al capitolo sulle missioni su marte.

La più importante missione fu quella di Insight, circa 3000 anni fa, fu la missione che fece scoprire ai terrestri la civiltà marziana, da secoli e secoli sviluppatasi nel sottosuolo di Marte. Stava leggendo della missione quando ebbe un’idea: “Pinka, e se cambiassimo leggermente il flusso della storia facendo un piccolo scherzo ai terrestri? Andiamo su Marte e ci facciamo fotografare da Insight!

Ahhh queste neo-marziane che non studiano la meccanica quantistica dei viaggi nel tempo. Le spiegai che potevamo benissimo farlo, non avremmo però cambiato il flusso del tempo, ma piuttosto avremmo creato un ennesimo nuovo universo parallelo (cazzo, neanche la fisica di Everett conosceva!)

Questa precisazione la rese ancora più intraprendente “Dai Pinka, partiamo, andiamoooooo, ti farò un pompino sulla superficie di marte se andiamo!” Potevo tirarmi indietro? Ovviamente no, regolai il trasduttore spazio–temporale e nel giro di pochi secondi ci ritrovammo proprio di fronte alla telecamera di Insight che iniziò a riprenderci.

Proprio in quell’istante (il primo dicembre 2018, alle 00:00, ora di Greenwich), secondo quanto previsto da Everett, un nuovo universo prese vita. Un universo in tutto e per tutto uguale a quello conosciuto sino a quell’istante temporale. Ora dovevamo compiere la nostra missione, non si fanno nascere nuovi universi se poi non condiamo la nascita con tanto sesso.

Green prese il mio cazzo in bocca ed iniziò a farmi un pompino con tecnica marziana (mentre la bocca lavorava le antenne sulla testa si allungavano massaggiandomi le palle). Io da parte mia avevo infilato la mia lingua nella sua passera, e leccavo avidamente i suoi due clitoridi. Più leccavo e più il pompino diventava intenso e più il pompino diventava intenso più leccavo la sua passera. Andammo avanti così sino a quando non venimmo insieme, Io iniziai a sborrare, credevo di non finire più (dopo averle riempito la bocca continuai per almeno 5 minuti), Green proruppe in un grido prolungatissimo che si perse nella rarefatta atmosfera marziana.

Sulla terra alla Nasa avevano visto tutto. Lascio a voi immaginare le reazioni sul pianeta terra.

Che l’orgasmo sia con voi.

Capitolo 16: Una cartolina (Le storie di Pinka)

Dove Pinka riceve una inaspettata cartolina da parte di una sua ex–amica.

Driiiiin, driiiiin, driiiiin … il campanello suonò tre volte, e come accade in tutto il cosmo, questo era sicuramente il robot-postino che puntualissimo alle 9 di mattina consegnava la posta … una cartolina da parte di Etsuko. Incredibile, erano cinque anni che non ne avevo notizie.

Non aveva a quanto sembra perso l’abitudine per un leggero esi- bizionismo, la cartolina non era niente altro che una sua foto presa mentre si trapanava la passera con un enorme vibratore. Ah quanto avrei voluto essere io quel vibratore. Ma subito mi ricordai che io ed Etsuko non ci eravamo lasciate propriamente di amore ed accordo. La nostra storia di amore finì quando la scoprii a scopare con Marika, la mia peggiore nemica. Io non sono gelosa, mai stata, ma non puoi dire di amarmi e poi andare subito dopo a letto con un’essere schifosa come Marika, eh no, era intollerabile. Ed allora perché quella cartolina?

Eccheccazzo, Etsuko sapeva bene che sono più curiosa di una gatta, e che non avrei resistito. Ed infatti, passati 5 minuti feci il numero di telefono di Etsuko.

“Pronto, Etsuko?” dissi appena rispose.
“Pinkaaaaaaa” rispose quasi urlando dalla gioia la mia (ex?) amica. 

“Si può sapere perchè mi hai scritto?”
“Ma perché ti adoro, Pinka amore mio”.


E no, cazzo! Non poteva prendermi per il culo così, sapeva bene quel che aveva combinato 5 anni addietro, non poteva far finta di niente.

 “Sentimi un po’ Etsuko stronza che non sei altro, si può sapere che vuoi davvero?” 

dissi in uno scoppio di ira. Ed Etsuko iniziò a rac- contare. Mi raccontò di come Marika l’avesse venduta come schiava alla terribile tribù nomade dei Puareg del deserto di Dune, di come fosse riuscita a fuggire con un’astronave di sfruttatori della prostituzione che la costrinsero a battere per tutte le strade della nebulosa di Orione, di come grazie ad un misterioso principe celestino riuscì a raggiungere la tenuta dei suoi su Hermes XIX, di come con orrore scoprì che suo padre aveva venduto tutto ai merda-vermi, ed infine di come fosse riuscita finalmente dopo cinque anni a tornare a casa.

Il racconto ormai era finito in un pianto a dirotto, con Etsuko che singhiozzando mi chiedeva di perdonarla.

Io non sono vendicativa, e senza nemmeno deciderlo coscientemente scoprii che l’avevo perdonata. Lo dissi ad Etsuko e lei iniziò a strillare dalla gioia, una gioia incontenibile, soprattutto per le mie povere orecchie da porcella. Promisi di andare a trovarla prima possibile, e così la settimana successiva, preparato un bagaglio leggero, regolai il trasduttore spazio-temporale e mi materializzai a casa sua.

Mi buttò le braccia al collo ed iniziò a baciarmi. Le sue labbra sembravano non volersi staccare più dalle mia. Poi … dalle labbra passò al mio cazzo, un pompino lunghissimo e meraviglioso, ed infine mi chiese di prenderla da dietro. Non me lo feci ripetere, la sua passera era bagnatissima, perfetta per mio cazzo intirizzito. Scopammo come se non ci fosse un domani, poco prima di venire Etsuko volle di nuovo il mio cazzo in bocca. Così sborrai e lei bevve tutto. L’amicizia era stata rinnovata, suggellata dal sesso e dalla passione.

Che l’orgasmo sia con voi!

Capitolo 9: Una storia a Nuova-Verona

Dove Pinka per la prima volta si ritrova a fare la schiava, con una bellissima mistress.

Nuova-Verona, ah quanti ricordi.

Ero andata su Nuova-Verona per combattere i fantasmi di Romeo e Giulietta che imperversavano tutte le notti con le loro smancerie. Stavo bevendo uno spritz vulcaniano in Piazza Erbe quando vidi passare una bellissima giapponese. Le tettine piccole e deliziose erano perfette per il suo corpo esile ed atletico insieme. Non resistetti e la chiamai (il trasduttore spazio temporale mi permette di parlare in ogni lingua dell’universo conosciuto, compreso lo strano neo-veronese). Non so se fu attratta dalle mie tette (favolose, ovviamente), dal mio cazzo dritto (favoloso anche lui) o semplicemente dal mio faccino maialesco, sia come sia la ragazza si avvicinò.

Le chiesi se voleva bere qualcosa e lei, sinuosa e quasi timida con le tettine che vibravano al vento, mi disse sì. Ordinai un Negroni triplo e lei un quadruplo Mescal con dentro un verme di Mexico IV, cazzo se ci andava forte con l’alcool. Bevemmo e poi facemmo il bis, alla fine con la testa leggera per l’alcool trangugiato mi sentii dire “Vuoi venire in albergo con me?” Potevo rifiutare l’offerta? La seguii e

mi ritrovai in un albergo favoloso a sei stelle con vista su Piazza Erbe (era la mia prima volta in un albergo di lusso). La seguii docilmente verso la sua camera. Entrammo ed appena dentro la sua espressione si trasformò, da dolce divenne istantaneamente aggressiva, la tipica espressione delle Adepte del Sesso Selvaggio (credetemi, se si parla di sesso so di cosa si tratta). Con un forza incredibile per quel corpo esile mi spintonò sul letto dicendo “Sei la mia schiava, sottomettiti!”

Io, che non avevo mai fatto la schiava, mi ritrovai a rispondere quasi come in sogno “Sì padrona, fai di me quello che vuoi!”.

Iniziò a farmi un pompino ma tutte le volte che stavo per arriva- re all’orgasmo si fermava intimandomi “Schiava, non devi sborrare, altrimenti ti punirò!”

Una tortura, mostruosamente piacevole, ma sempre una tortura era. Andammo avanti così per almeno un’ora, io sudavo ed urlavo, ero letteralmente sconvolta, il cazzo mi faceva male e le palle sembravano pronte per esplodere. Mai avevo provato insieme tanto dolore e tanto piacere. Arrivate alla decima interruzione del mio orgasmo mi disse “Schiava, ora mettiti a pecorina”, ed io da brava schiava ubbidii. Non me ne ero accorta, ma si era messa un enorme cazzo finto, e con quello mi inculò di brutto sino a farmi urlare dal piacere misto al dolore.

Alla fine del lungo inculamento mi disse, stringendomi violentemente le tette, “Ora schiava me lo puoi infilare dentro!”. Ubbidiente infilai il cazzo dentro alla sua passera, bagnata come un lago. Io andavo avanti ed indietro e lei mi mordeva quasi a sangue i capezzoli, per un tempo che sembrò infinito . . . ed alla fine distrutta totalmente venni, venni, venni, riempiendo la sua passera con il mio sperma e lei venne con me. Perentoria mi ordinò di ripulirle la passera leccando il mio sperma che fuoriusciva abbondante ed io . . . di nuovo ubbidii.

Finito tutto la sua espressione tornò improvvisamente ad essere dolce. Mi chiese se mi era piaciuto. Il cazzo mi bruciava, il culo era in fiamme ed i capezzoli doloranti . . . ma sì, mi era piaciuto, letteralmente fantastico.

Ci salutammo ed io uscii dalla sua camera totalmente sognante.

Non le avevo neanche chiesto il nome. Era stata un’esperienza bella e violenta insieme … ah quante cose possono accadere a Nuova- Verona.

Che l’orgasmo sia con voi!

Orrore

Con questa (falsa) copertina concludo la mini serie dedicata ai pulp magazine che spopolavano negli USA negli anni ’40 e ’50 dello scorso secolo. Ovviamente le immagini erano più caste anche se i vestiti attillati (a volte strappati) lasciavano ben poco spazio all’immaginazione.