Endy, l’Autore e Pinka

AVVERTENZA: questa è una storia di Pinka molto inusuale. Il personaggio principale è Endy, autrice del bellissimo blog (endorsum) dove tra le altre cose potete trovare le storie di Cara, Lenny e l’Autore.

Prologo

Pon-pin pon-pin pon-pin … il telefono stava squillando allegramente nel momento più inopportuno … mi stavo masturbando con una mano la passera e con l’altra il cazzo. Che bello avere sia la passera che il cazzo, e poi raggiungere l’orgasmo di entrambi insieme era oltre il satori.

Lasciai squillare il telefono e continuai con la masturbazione per un’altra mezz’ora, alla fine feci una bella doccia per togliermi il sudore di dosso ed andai a vedere chi mi stava chiamando.

Ah era Endy (ve la ricordate, vero? ragazza favolosa e grande principessa del sesso) la richiamai subito.

“Ciao Endy, come stai? Scusa se non ti ho risposto ma ero intenta ad ‘allenare’ la mia passera nuova.”

“Immaginavo ciccina cara, non ti preoccupare.”

“Dimmi tutto, spero che non ci siano casini cosmici.”

“Temo invece di sì. Hai presente il trio Cara, Lenny e l’Autore?”

“Certamente, spero che si siano decisi a fare sesso a tre.”

“Sesso a tre loro? Ma stai scherzando? Lenny è un fifone e l’Autore parla parla ma poi quando si tratta di venire al dunque non conclude niente, e non certo per il suo micropene, ma proprio per paura.”

“Eh sì, in fondo Lenny non è altro che l’alter ego dell’Autore, me lo aspettavo. E Cara?”

“Cara si arrangia come può, in realtà vuole bene a Lenny e detesta l’Autore, ma non se ne può liberare. Risultato, sono tre mesi che non scopa con Lenny, da quella volta del sesso in bagno. Ma non era di questo che volevo parlarti. Sei pronta a sentire il racconto?”

“Certo, mi sono appena messa sul divano, racconta pure”.

Il racconto di Endy

“Ieri avevo deciso di fare un salto nella mia vecchia città, Brescia. Il mio vecchio appartamento era disabitato da anni, da quando decisi di trasferirmi su Arturo, e molti mobili stavano andando in rovina. Decisi quindi di fare un salto al Galactic-Ikea per prendere qualcosa di nuovo ed economico.

Stavo girando per il reparto dei letti, quando vedo l’Autore, in disprezzo a tutte le regole. spaparanzato su uno dei letti in mostra mentre leggeva un librino.

«Che fai tu qui?» gli chiesi senza mezze parole « Non dovresti fare il tuo solito lavoro di importunatore di Cara? »

L’autore mi guardò con aria torva.

L’Autore

«Senti un po’ meta-autrice dei miei stivali, mi hai messo tutti contro. Il tuo blog trasuda odio nei miei confronti, ma leggi un po’ questo libro! E’ un antico libro del venerabile Cammilleri, si intitola Riccardino, e qui il Maestro-Autore dialoga sempre con Montalbano!»

«Ma chi pensi di essere? Tra te e Cammilleri c’è un abisso, e poi diciamocelo, ‘Riccardino’ è la sua opera più brutta ed il Maestro risulta insopportabile. Gli autori dovrebbero smetterla di importunare i propri personaggi!»

«E tu che stai facendo? Non sono io un tuo personaggio che tu importuni?»

«Eh no, egregio Autore, queste sono scelte dell’autore di questo racconto»

ANDREA: STOP! Eh no’ qui ci si sta incartando, tenetemi fuori da questa storia per piacere, altrimenti smetto di scrivere e torno alla mia amata meccanica quantistica.

«Ok ok» dissi guardando l’Autore, lasciamo Andrea fuori da tutto.

«Bene» mi rispose l’autore, «continuiamo solo io e te, e lo sai che ti dico, sei più bella tu di Cara!» e così dicendo iniziò a masturbarsi, lo schifoso essere.

Ma quando è troppo è troppo, masturbarsi quel micropene sdraiato su un letto del Galactic-Ikea proprio no! Presi il primo oggetto contundente a portata di mano (un enorme cazzo di pietra) e colpii l’Autore in testa una, due, tre, quattro volte!

Alla fine l’autore giacque in un mare di sangue, con la testa ridotta ad una qualcosa che rammentava più un’enorme cagata di una mucca che una testa umana.

Lo avevo ucciso, era fuor di dubbio. Stetti lì paralizzata dall’orrore di quanto compiuto, non so quanto tempo passò, già mi vedevo in manette ma quando trovai la forza di riaprire gli occhi vidi che tutti i visitatori del Galactic-Ikea stavano applaudendo, incoraggiandomi ed abbracciandomi. Anche la Polizia Spaziale, accorsa in massa, si stava complimentando con me, altro che arrestarmi.

Cazzo, nessuno sopportava più l’Autore. Questo è sicuro, almeno a Brescia.

In un attimo mi sentii sollevata, l’addetto alla pulizia mi disse che avrebbero pensato loro a sbarazzarsi del cadavere e che io dovevo semplicemente tornare a casa.

Così feci, ma arrivata a casa un orribile pensiero mi colpì come se un proiettile mi avesse perforato il cuore, ora che l’Autore era stato giustiziato, che ne sarebbe stato di Cara e Lenny?

Mi ero affezionato ai due, soprattutto a Cara, e non volevo che si dissolvessero nel nulla, come Montalbano in Riccardino.

Ecco la storia, Pinka cara mia, ed Ora?”

Dal dramma alla sua soluzione

“Cazzo, hai combinato un bel casino Endy dolce passerina mia. Di fatto hai distrutto il continuum spazio temporale letterario. Gli autori possono morire ma non possono essere uccisi, nemmeno da parte degli autori degli autori. Forse non ti rendi conto, ma tutto l’universo che Andrea ha così scempiamente costruito rischia di collassare.”

Dal silenzio di tomba che seguì capii che Endy non riusciva più a proferire parola, allora provai a consolarla.

“Endy, non aver paura, troverò la soluzione, ma tu domani vieni da me a New-Tokyo, non sono cose che possiamo discutere al telefono.”

Chiusi così la telefonata, e con la testa confusa decisi che era l’ora di andare a mangiare.

C’era un ristorante proprio nel vicolo dietro casa, dove facevano il miglior yakitori di New-Tokyo, accompagnato da Saké freddo di ottima qualità.

Passai il resto della giornata sul divano, dovevo riflettere e trovare una soluzione, e non c’era molto tempo p[rima che questo universo implodesse in se stesso.

L’indomani mattina di buona ora Endy bussò alla mia porta. Le aprii, e … non solo era splendida come sempre , ma aveva i capelli di un bel nero naturale.

La feci entrare, e, urgenza o meno, iniziammo a fare l’amore. Mi fece un pompino stellare, ed io poi le infilai il mio cazzo su per il suo bel culetto … ma inutile che io continui, vi immaginate bene la scena.

Pinka ed Endy

Dopo un’ora, dopo essere venute un numero imprecisato di volte, facemmo una bella doccia (e lì ci fu il bis) ed infine ci mettemmo a discutere sul che fare per salvare l’universo.

“Endy, ho avuto un’idea , ma non credo che ti entusiasmerà. Purtroppo temo che sia l’unica soluzione”.

“PInka dimmi, sono disposta a tutto”

“Sicura di essere disposta davvero a tutto?” le chiesi.

“Certo! Con quello che ho combinato è ovvio che sono disposta a tutto”.

“Allora stammi bene a sentire, la soluzione è semplice. Tu hai creato dal nulla l’Autore pochi mesi fa, vero? Bene, allora noi andremo indietro nel tempo, e tu dovrai scopare con lui subito dopo la sua apparizione”.

“Coosaaa??? Scopare con l’Autore? Ma sei matta? Perché mai?”

“Calma ciccina mia, non ti innervosire. Se stai tranquilla ti spiegherò tutto”.

Così dicendo mi misi al suo fianco sul divano ed iniziai a spiegare.

“Sappiamo entrambe che l’Autore è segretamente innamorato di te, per questo si accanisce contro Cara. Lo fa per pura frustrazione. Ma se tu scoperai con lui, tutta la sua acidità ed insopportabilità nemmeno nascerà. Lui sarà in seguito solo un agnellino, e soprattutto non infastidirà più né Cara né Lenny. Quindi tu non lo troverai schifosamente seduto in un letto dell’Ikea e non lo ammazzerai, e l’universo sarà salvo!”

“Ma lo hai visto? E’ ripugnante!”

“Uffi, ma ti devo proprio spiegare tutto? Sei tu che l’hai pensato ripugnante, sei tu la vera autrice. Allora pensalo bello e con un cazzo come si deve. Su non perdiamo tempo, attaccati al mio di cazzo che aziono il trasduttore spazio temporale ed andiamo a risolvere la questione”.

Fu questione di un attimo, ed io ed Endy ci ritrovammo tre mesi indietro nel tempo, proprio nel momento in cui l’autore prendeva vita.

E … minchia, Endy ora lo aveva immaginato proprio bello … se non fosse stata questione di vita o morte dell’universo me lo sarei scopato io.

Mi eclissai in punta di piedi … ma già sentivo Endy gemere dal piacere …

Endy e il Nuovo Autore

Li lasciai scopare in santa pace per almeno tre ore. Poi vidi Endy tornare un po’ stravolta ma soddisfatta.

“Allora, è andata bene?”

“Divinamente. MI ha fatto venire quattro volte, sembrava non averne mai abbastanza. Ma alla fine è crollato addormentato”.

“Eh sì, anche gli autori stalloni alla fine cedono. Dai Endy, il problema è risolto, ricordati che tu non hai mai ucciso l’Autore. Ma ora torniamo nel nostro tempo, attaccati come prima al mio cazzo.”

In un biz ci ritrovammo sul mio divano, ma Endy non accennava a mollare il mio cazzo … ma allora ne aveva ancora voglia, beh non mi feci certamente pregare.

FINE

Che l’Orgasmo sia con Voi

Le nuove avventure di Pinka. Parte 2 de “il pianeta Three”

Parte 2: entra in scena il Narratore

E’ pazza, continuavo a dirmi. Comunque passai il resto della giornata a guardare video porno ed a masturbarmi. E non guardatemi male! La masturbazione è una cosa piacevole, perché rinunciarci?

Dopo essere andata a cena con la mia amica Marzi (con finale scoppiettante a luci rosse) andai a dormire sapendo che l’indomani mi avrebbe aspettato la missione su Three.

Dormii come un masso, e la mattina successiva ero pronta. Impostai il trasduttore spazio-temporale (a quel tempo era ancora inserito dentro alle palle) ed in un baleno mi ritrovai alle coordinate indicatemi da Trois, ovvero in uno splendido parco con fontana dove le statue di tre ninfe spruzzavano getti d’acqua dalle passere, come enormi squirting.

La cosa che mi colpì fu che ogni ninfa aveva tre teste … forse un richiamo a qualche antica religione del pianeta.

Ad un certo punto … “Pinkaaa!!!”

una voce mi chiamò alle spalle. Mi girai e vidi una meravigliosa ragazza, pelle verde, un corpo da urlo e … tre tette. Cazzo quanto era bella.

“Tu sei Trois?” chiesi alla ragazza

“Ma certo, ed ora che ti vedo mi sento più tranquilla … ho anche comprato un frullatore nuovo e …”

“Fermaaa ti prego, non parliamo dei tuoi elettrodomestici! Ti supplico.”

“Certo certo, hai ragione anche tu.”

“Senti Trois, dobbiamo parlare, non sto ancora a capirci niente.”

“Certamente, saliamo in casa mia, parleremo con calma bevendo un bicchiere di Ripasso delle colline della Policella.”

Salimmo in casa, Trois preparò due bicchieri di ottimo rosso, che poi diventarono quattro, sei, otto ed infine dieci. Finito il mio quinto bicchiere, chiesi a Trois di spiegarmi che stesse accadendo.

“La storia è lunga, diciamo che un anno fa ha preso il potere tale Salvoni, che in nome della lega dei paesi della sovranità ha deciso che il numero tre non va d’accordo con le sacre scritture, specialmente quelle in cui si dice che Dio è uno e bino. Ha quindi deciso che ogni terzo attributo fisico che noi possediamo debba essere rimosso chirurgicamente. A me rimuveranno una tetta, a Favina rimuoveranno un cazzo, e così via …”.

“Ma avevi detto che non verrà lesa la libertà di nessuno!!”

“L’ho detto per non farti preoccupare … temevo che se tu lo avessi saputo avresti rinunciato all’incarico.”

Trois si sbagliava, non avrei rinunciato all’incarico, specialmente dopo aver capito quanto grave fosse la situazione, ma ora il problema era come risolvere la questione prima che iniziassero le mutilazioni corporali.

Inutile, non avevo nessuna idea se non una rivolta popolare … ma organizzare una rivolta nel giro di pochi giorni prima che iniziassero le mutilazioni era impossibile.

Iniziai a pensare sempre più intensamente quando una lampadina si illuminò nella mia testa.

“Narratore? Io ti invoco, palesati!”

Non mi era rimasta altra alternativa che invocare sua maestà il Narratore, amico (si fa per dire) della mia cara Endy.

Booommm, un’esplosione seguita da una nuvola di fumo con un forte odore di zolfo ed il narratore si manifestò davanti a noi in tutta la sua possenza e nudità (peccato per il suo micropene, ma non si può mica avere tutto).

“Chi mi ha evocato?” tuonò con una voce da far tremare anche la più potente Amazone dell’Universo.

“Senti cocco di mamma, inutile che tu faccia il gradasso, so tutto di te, la mia amica Endy tra una scopata e l’altra mi ha raccontato un bel po’ di cose.”

“Cazzo” rispose con voce improvvisamente mite “tu conosci Endy? Ero intento a far uscire di senno sia Cara che Lenny, spaccando loro i cabasisi in modo infame, e mi hai interrotto, spero che sia davvero importante”.

“Certo che lo è, ed anche se sei un rompicoglioni patentato Endy mi ha detto che in quanto Narratore puoi fare cose che rasentano il miracoloso.”

Ciò detto gli raccontai tutto quanto stava accadendo nel pianeta Three.

“Tutto qui?” disse con fare strafottente, mentre in modo ben poco professionale si menava il suo micropene. “Ok, sistemerò tutto in pochi secondi, 3, 2, 1, fatto!”

“Ehhh???”

“E’ stato semplice, grazie al mio potere di Narratore ho cambiato la memoria di Salvoni. Ora è convinto che tutti nel pianeta avessero 4 tette oppure 4 peni od anche 4 teste ecc, e che il suo editto fosse quello di tagliare la quarta copia di ogni attributo. Dato che tutti hanno tre tette, peni, teste, lui è convinto di aver ottenuto quanto desiderato. Non ci sarà nessuna mutilazione. Ora però fammi tornare ad importunare Cara. Oh quanto vorrei portarmela a letto, mica per fare chissà cosa, solo una leccatina alla sua passera.”

Così detto svanì in una nuova nuvola di fumo.

Trois era allucinata, “ma è davvero tutto finito?” quasi urlò.

“Ma certo, cara mia, e secondo me ora dobbiamo festeggiare e so io come.”

“No no ferma, siamo solo in due, non si può!” esclamò Trois “lasciami prima chiamare la mia amica Trepìpi.”

Passarono solo 10 minuti ed alla porta si presentò una bellissima bionda, tette piccole (due) e tre magnifici cazzi.

Credo che immaginiate cosa accadde.

Facemmo sesso in tre come se non ci fosse un domani. I tre cazzi fecero tutto il loro dovere, penetrando e sbarrando più e più volte (anche il mio non scherzò in quanto a penetrazioni e sborrate).

Dopo 3 ore di sesso continuato arrivò il momento di salutarci. Era nata una nuova amicizia, Trois mi era rimasta nel cuore … ed anche la sua passerina nonché le tre tette.

FINE

Che l’orgasmo sia con voi!

Le nuove avventure di Pinka. Il pianeta Three

Parte 1: la telefonata di Trois.

Ciao ciccine e ciccini, come state?

Oggi sono di totale relax, niente sesso estremo e soprattutto niente lavoro.

Come vedete sono sdraiata sul mio divano, un vibratore in culo … ahhh che bello, ed un bicchiere di Jack Daniels.

Divanata

Mi piacerebbe prendermi una piccola vacanza, una sola settimana, ma dove? Servirebbe un pianeta interessante, non è che manchino nella galassia c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio Three, dove abita la mia amica Trois (da pronunciare in francese).

Eh sì, Trois, gran bella ragazza. Mi ricordo di quella volta, era l’alba del I-maggio di cinque anni fa, quando …

<<Bzzz…Pom-pin, pim-pon, bzzzz … pon-pin bzzzz >> il mio telefono iniziò a squillare e vibrare senza tregua mentre io maledicendolo faticavo a svegliarmi da un profondissimo sonno.

“Pronto? Chi sei? Cosa vuoi? E soprattutto perchè mi scassi le palle a quest’ora?” risposi incazzata come una biscia.

“Parlo con la porca-umana Pinka? Mi ha dato il tuo numero Mary.” Disse la sconosciuta e poi proseguì “è un’emergenza, ho bisogno del tuo aiuto, Mary me lo ha promesso!”

“E sti cazzi! Mary te lo ha promesso?? Cioè Mary ti ha fatto una promessa senza dirmi nulla?”

“Non ti arrabbiare, ti supplico! Sono disperata, una terribile minaccia incombe nel mio pianeta. Se non per me fallo per le tue consorelle dell’ordine maialesco.”

Le mie consorelle dell’ordine maialesco? Ma che cazzo si era inventata Mary. Ma non potevo certo prendermela con la sconosciuta, decisi quindi di rilassarmi svuotando la mente secondo i dettami del mio Maestro Zen, Katsi Masao.

“Stai calma, possiamo sentirci tra mezz’ora? Devo ancora svegliarmi ed andare in bagno”.

“Va bene, va bene, scusamiii” e si mise a piangere.

“Eh no, non piangere, ti aiuterò promesso. Ti telefono io appena pronta. Dimmi solo come ti chiami ed a che numero telefonarti.”

“Chiamami allo **09++36—056577278, io mio nome è Trois”.

Mi precipitai in bagno, feci tanta pipì e dato che ce l’avevo in mano mi feci anche una veloce sega fantasticando su me stessa che legava Mary prima di infilargli il cazzo in culo.

Sborrai abbondantemente, ed infine andai a farmi un caffè espresso.

Ormai ero totalmente sveglia, pronta ad affrontare Trois.

“Pronto? Trois?”

“Eccomi Pinka, mi si è rotta la lavatrice, poi anche il foro a micro-onde ed anche il ferro da stiro e …“

“FERMA! STOP! Ma che cazzo stai dicendo? Non sono mica la tua tecnica degli elettrodomestici.”

“Scusami, scusami, sono sconvolta, non so che dico, ecco sì ora mi scappa anche la pipì.”

Questa è matta, pensai, in che casino mi ha infilato Mary?

“Senti Trois, capisco (si fa per dire) ma davvero sei troppo confusa. Dimmi solo se il tuo pianeta è prossimo alla distruzione”

“Distruzione? Non capisco.”

“Eccheccazzooooo!!!” urlai “come non capisci? MI hai detto che una minaccia terribile incombe sul tuo pianeta. Se non è distruzione o qualcosa di simile, che so’ una pandemia di covid-6969, peste suina-umana, che razza di minaccia è?”

“Ci vogliono ridurre da 3 a 2, ma nessuno morirà, si ammalerà e nemmeno vedrà lesa la sua libertà. Ma da 3 a 2, ti rendi conto?”

Non stavo più a capire niente.

“Senti Trois, qui occorre vederci perché io non ti sto seguendo. Domani vengo sul tuo pianeta e ne parliamo.”

“Ok però tu sei solo 2 e non devi mostrarti troppo in giro, ora vado da Media Universe per comprare una lavatrice e poi il ferro …”

“Bastaaaaa. Chetati, bevi un po’ di Valuim e fissiamo un posto dove vederci domani.”

“Va bene, facciamo a casa mia, le coordinate sono 13091384-87324-983274-32-29487. Ma non è che mi porteresti un frullatore, il mio si è rot…”

ed a quel punto buttai giù il telefono!

CONTINUA

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Siure e siuri, venghino! Sono rimasti pochi posti per assistere alla nuova avventura di Pinka!

Sesso, cazzi e fighe in quantità …

Garantito l’orgasmo a distanza. Chi non “verrà ” avrà restituito 100 volte il costo del biglietto.

Ognuna ed ognuno potrà portare gratis un/a compagno/a per godere insieme.

Ricordatevi che Pinka sta per:

– essere dichiarata patrimonio dell’umanità dall’ UNICEF;

– vincere il Nobel per il sesso;

– non essere invitata da Fazio Fabio.

A domani! Accorrete numerose e numerosi (ma distanziati).

Pinka nuova serie. Avventura 2, parte 2.

Parte 2.

“L’universo ha bisogno del mio aiuto? Ma che stai dicendo?”

ed Endy si mise a piangere …

“Non lo so! Ieri notte si è materializzata nella mia camera da notte la Gran Sacerdotessa dell’Inutilità, sua Grazie C-zz-l-na, e mi ha detto che l’universo tutto è in pericolo, che sarei dovuta venire da te ma che solo domani mattina avremmo saputo la natura del pericolo!”

“Oh cazzo piccola mia, dai smetti di piangere, abbiamo affrontato di tutto nelle nostre avventure, affronteremo anche questa sfida”.

Presi Endy tra le mie braccia e la strinsi forte forte sino a che non smise di piangere.

“Scusami Pinka, è stato solo un attimo, è tutto passato” disse Endy, ed iniziò a baciarmi.

Dai baci passammo al sesso. Endy prese in bocca il mio cazzo ed iniziò a farmi un pompino fa-vo-lo-so. Cazzo se era brava. Mi fece venire facendomi urlare dal piacere. Poi fu la mia volta, presi Endy da dietro, prima le feci raggiungere un orgasmo infilandolo nella sua dolcissima passera, poi passai al suo culo e lei venne di nuovo. Infine terminammo con Endy che mi fece venire con la lingua che massaggiava sapientemente il mio critolide nuovo di zecca.

Passammo ore a fare sesso … ed alla fine eravamo distrutte, ma contente. La minaccia universale era rimasta in secondo piano.

Sesso con Endy

Uscimmo quindi a cercare un ottimo posto da mangiare. La portai in una piccola Izakaia dove mangiammo e soprattutto bevemmo come se non ci fosse un domani. Si erano fatte le 2 di notte, era ora di tornare a dormire.

La mattina dopo ci svegliammo all’alba ed accendemmo l’OloTV UNiversale appena in tempo per sentire le ultimissime notizie della CNN.

Nello schermo apparve la famosa giornalista Lillygrù …

“Notizia sconvolgente miei cari ascoltatori.

A 1000 anni luce dalla Galassia di Andromeda si è aperta un’enorme fenditura che sta inghiottendo sia lo spazio che il tempo. Al momento nessuna galassia è coinvolta, ma al ritmo in cui lo spazio ed il tempo sono inghiottiti dalla fenditura si prevede che la Galassia di Andromeda sparirà nel giro di una anno, e poi la stessa sorte accadrà a tutte le galassie dell’universo.

Lo scienziato capo del Galactic Max Plank Institut ha dichiarato ai nostri microfoni:

<<I calcoli sui tempi della distruzione non sono ancora terminati, ma dalle prime simulazioni sembra che tutto l’universo sparirà inghiottito dalla fenditura nel giro di 100 anni. Nessuno di noi sa cosa sia questa spaccatura del continuum spazio-temporale.>>

Ecco cari ascoltatori, devo dire senza mezze parole che siamo nella merda?”

E Lillygrù si mise a piangere in diretta, mentre le sue labbrone rifatte stile canotti si contorcevano disperatamente.

Spensi subito l’OloTV, quello spettacolo straziante ed indecoroso non mi piaceva per niente.

Cambiai canale e mi sintonizzai sul più austero Rieducational Channel, dove Angelo Piera stava commentando in diretta la notizia.

“Ecco qua la prima foto della fenditura, presa grazie all’iper telescopio del pianeta Androvitch. Mi ricorda qualcosa ma non saprei dire. Ma colleghiamoci con l’università di PippiCL e sentiamo …”

Spensi subito la TV, ma erano scemi? Come sarebbe che non capivano cosa fosse la fenditura?

Guardate la foto ciccine e ciccini, non lo capite anche voi?

La vagina dell’universo

La fenditura non era niente altro che la Vagina dell’Universo. Ed a quanto sembra aveva voglia di sesso, e soprattutto di qualcosa che si infilasse dentro di lei.

Feci un giro di telefonate presso i più grandi istituti di ricerca delle galassie conosciute, avevo ideato una piano.

Occorreva ‘semplicemente’ costruire un enorme dildo da infilare nella vagina dell’universo e farla godere. Ero convinta che alla fine con l’orgasmo avrebbe espulso in un enorme squirting tutto ciò che aveva assorbito.

Ma come costruire un così enorme dildo? Beh, non sono un fisico, solo una bellissima maiala intersessuale. Lasciai questo compito ai fisici ed ingegneri.

Nel giro di una settimana un enorme dildo, costruito utilizzando le fluttuazioni e l’energia del vuoto quantistico, era in viaggio verso la vagina universale.

Il giorno 2 del mese di dicembre (tempo di nuova-Tokyo) il vibratore penetrò la Vagina ed iniziò l’atto autoerotico più grande della storia universale.

La masturbazione durò due giorni, ed alla fine l’universo ebbe un orgasmo mai visto da esseri viventi e con questo orgasmo dalla vagina fuoriuscì, con un immenso squirting, tutto quanto era stato inglobato sino ad allora.

Poi fu solo questione di un biz e la vagina scomparse. L’universo era salvo!

In tutto questo tempo Endy era rimasta a casa mia. Festeggiamo facendo l’amore per 10 ore, alla fine eravamo sfinite ma felici.

Ciao tesori miei.

FINE

Che l’orgasmo sia con voi!

PS sembra che anche il Big Bang non sia altro che il risultato dello squirting della vagina dell’universo.

Pinka: avventura 2, parte 1

Parte 1: Arriva Endy.

Ciao ciccine e ciccini, il mese scorso stavo curando l’estetica di cazzo e passera quando

La rasatura

DRIIIIIIIIN DRIIIIN … DRIIIIN

il campanello di casa iniziò a suonare ripetutamente.

Mi asciugai velocemente ed andai ad aprire la porta. Davanti a me una bella ragazza dai capelli rossi mi stava fissando.”

“Endy!!! Che bello rivederti. Entra dai, non stare lì impalata.”

Ricordate vero chi sia Endy? E’ l’amica che mi ha convinto a farmi ricostruire la vagina.

Endy entrò velocemente in casa ed io richiusi la porta.

“Ma ti sei fatta nuovamente i capelli rossi! Sono contenta, te lo avevo detto anni fa che eri bellissima così rossa”.

Endy

“Non me lo dire, non è stata una scelta.”

Rimasi un po’ stranita “come sarebbe che non avevi scelta?”

“Ma sì, niente di serio, non ti preoccupare. Sai che ho avuto una specie di relazione con il Sommo Poeta?”

“Lui? Proprio Lui il Sommo Poeta che tutti conosciamo? No, non ci posso credere!” racconta

“Già proprio il Sommo” rispose Endy mettendosi a ridere, “lo so che ti sembra strano che io abbia ‘accalappiato’ l’Irraggiungibile Poeta, ma la vita va così.

Sai, due mesi fa ero stata abbandonata da quel vigliacco di Lenny. Aveva paura di tutto, era addirittura geloso di una specie di fantasma che continuava a chiamare ‘il narratore’. Insomma, per fartela breve, una mattina mi sveglio e Lenny non è nel letto.

Cerco Lenny ovunque, vado in bagno e vedo la finestra aperta con una corda penzoloni sull’esterno.

Eccheccazzo, si era calato fuori dal bagno e se l’era data a gambe levate. Da allora non l’ho più sentito.”

“Ma il Sommo ed Irraggiungibile in tutto ciò?”

“Beh io ero sconvolta, e per tirarmi su leggevo i componimenti dell’Immenso Poeta, quando un giorno senza nemmeno rendermene conto gli scrissi proponendogli di incontrarci.”

“Non ci posso credere che tu abbia trovato il coraggio di fare una cosa simile, hai trovato la forza di scrivere all’Unico?”

“Infatti, anche io quando lo racconto non riesco a credere all’audacia di questo gesto.

In ogni caso passò nemmeno un’ora quando sentii sotto casa uno scalpitar di cavalli. Mi affacciai al balcone e … il Magnifico Poeta era venuto a casa mia, con la sua carrozza trainata da sei splendidi cavalli muniti di altrettanto splendidi supercazzi.”

“E ??? non tenermi in ansia.”

“Il finale forse lo immagini. Lui il Sommo e Irraggiungibile è salito nel mio appartamento ed ha declamato odi per due ore filate. Finito di declamare, si è girato sui tacchi e tornato alla carrozza ed è sparito!”

“Niente sesso? E’ andato via e nemmeno avete scopato? Ma non hai detto di aver avuto una relazione?”

“Ho detto di aver avuto una ‘specie’ di relazione. Ed infatti è stata una relazione esclusivamente poetica. Fattostà che lì per lì mi sono incazzata, e nell’ira ho fatto cadere da una mensola una bottiglia di candeggina sui capelli … sbiancandoli a metà. Che dovevo fare? Per rimediare me li sono fatti tingere di rosso.

Ed infine eccomi qua, ma non certo per raccontarti del Grande Magnifico Poeta, ma perché è accaduta una cosa davvero orribile, l’universo ha bisogno del tuo aiuto!

… continua

Pinka: Un’avventura sul pianeta Away

1. Da qualche parte in un pianeta lontano lontano…

“Ahiiii” gridò Sup, il Sommo Sacerdote della casta dei Guardiani della Luce Nucleare, “così mi fai male!”
“Ma mio Sommo Sacerdote” rispose Pidock “sto seguendo alla lettera le istruzioni del Sacro Libro su come si incula un alto prelato!”
“Sentimi un po’ piccolo pidocchio di nome e di fatto” disse Sup calandosi la lunga tonaca ed allontanandosi da Pidock “il libro dice sempre il vero, ma tu hai una minchia grande come quella di un cavallo e non hai usato neanche la vaselina.”
“Ha ragione o Sommo Sup, ma la vaselina costa ed io sono un semplice pretino con uno stipendio misero”.
“Uffa, basta così, mi hai rovinato la giornata, ormai non si trova più un prete che ti sappia inculare come si deve, di questo passo dove andremo a finire? Cosa hai studiato a fare in seminario se non sai nemmeno infilarlo in culo ad un tuo superiore? E tutti quei ragazzini che vi forniamo per fare allenamento? Suvvia passiamo al lavoro che oggi non è cosa per il sesso. Ci sono comunicazioni degne della mia attenzione?”
“Aspetti che controllo la corrispondenza. Ah ecco sì, c’è una supplica della capo-centrale Emy, che chiede di risparmiare la vita alle sue consorelle transessuali!”
“E questa la ritieni una comunicazione degna di nota, pidocchio dei miei stivali? Quelle sono delle perverse che vanno contro la Divina Luce Nucleare. Salvare la loro immonda vita? Devono morire e poi bruciare all’inferno, Capitooo!” urlò Sup. “Ed ora tirati su i pantaloni e vatti a lavare il cazzo che è tutto lordo di merda”

2. Pinka

Ciao ciccine ciccine, come state?

Spero bene. Se avete letto la mia prima storia sapete che mi sono fatta ricostruire la vagina. Ormai ho iniziata ad usarla come si deve. Prima con i dildo ed i vibratori, e poi finalmente con qualche cazzo vero e proprio. E’ una sensazione ancora strana per me, sicuramente il tipo di piacere che provo durante il sesso è diverso da quello che mi da il mio cazzo. Insomma, una cosa meravigliosa. Meno male che Endy me lo ha fatto capire.


Oggi voglio raccontarvi della mia missione sul pianeta Away.
Stavo per sperimentando l’utilizzo della Vagina facendo sesso estremo con tre mie amiche transessuali (ognuna munita di un cazzo niente male) quando mi arrivò una chiamata sull’interfono di emergenza galattico.
Uffi, stavo godendo come una maiala (qual io sono, a giudicare da naso, coda ed orecchi), ma non potevo non rispondere.


“Pronto, chi parla?” chiesi
“Bzz aiut bzzz o aiu bbzzz t bzzz…”
Cazzo la linea era disturbatissima, ma mi sembrava di aver inteso che fosse una richiesta di aiuto.
“Non capisco! Chi sei?”
“Pinka aiutooo bzzz sono Mary di Away bzzzz, devi venirci ad bzzzz aie bzzz tare… bzzzzz”. E la linea cadde.


Mary? La bellissima transessuale di Away con cui avevo avuto una relazione una decina di anni fa chiedeva il mio aiuto, ma che stava accadendo sul suo pianeta?
Chiesi lumi all’assistente onnisciente galattico:
“AleXa, cosa sta accadendo su Away?”
La risposta arrivò subito.
“Away sta precipitando in un nuovo medio evo, le conoscenze scientifiche sono ormai pressoché dimenticate e le vecchie centrali nucleari a fusione sono ora controllate dal Clero dei Guardiani della Luce Nucleare. Il Clero ha instaurato una vera e propria dittatura religiosa nel pianeta. Pratiche comuni come la transessualità sono ora punite selvaggiamente, coloro che ci hanno fatto ricorso rischiano la pena di morte tramite esposizione alle radiazioni nucleari.”


Ma era terribile, dovevo fare qualcosa, e dovevo farlo subito. Azionai il mio nuovo trasduttore spazio-temporale (ora non si trova più dentro i testicoli, ma dietro la nuca) ed in un’attimo mi ritrovai su Away.


Quello che un tempo era un pianeta pieno di gioia di vivere, colorato, regno del sesso libero, ora appariva spettrale.

Donne, uomini, trans ed intersex erano tutti vestiti con una tunica grigia che li copriva dalla testa ai pedi lasciando spazio solo per il viso.
Ma non solo i vestiti erano grigi, lo era tutto.


Dovevo assolutamente entrare in contatto con Mary. Fortunatamente avevo conservato il numero del suo cellulare 3D.


“Moshi moshi, chi è?”
“Sono Pinka!”
“Dio mio, allora hai sentito il mio messaggio di aiuto, quanto vorrei che tu fossi qui.”
“Ma io sono su Away!! Incontriamoci prima possibile.”.
“Cazzooo non sai come sono felice! Ma ti sei coperta con la tunica? Non puoi andare in giro nuda, non siamo mica sulla Terra” rispose Mary “procuratene una e vediamoci nella città di Niihb, piazza centrale, sotto il porticato sud. Mi riconoscerai perché avrò al braccio la fascia verde da addetta pulizia delle centrali nucleari”.


Ordinai subito al trasduttore spazio temporale di simulare una tunica grigia sopra il mio (splendido) corpo e poi in un biz mi ritrovai nel luogo dell’appuntamento.
Aspettai solo un’oretta ed alla fine vidi arrivare Mary. Feci per abbracciarla, ma lei: “ Ferma, sei pazza? Se vedono due persone solo sfiorarsi non ci pensano un attimo a fulminarle. Qui tutto ciò che è gioia e contatto fisico è vietato, se non per i membri del clero”.
“Ho capito, ma dobbiamo pur parlare.”
“Certo, seguimi in casa di una compagna della resistenza, si chiama Emy”.


Camminammo per un dedalo di stradine, ed alla fine arrivammo all’appartamento di Emy.
Una volta al sicuro dentro casa potei abbracciare Mary baciandola ardentemente, nonché salutare Emy con una carezza sul suo volto stanco.”
“Qui ormai è un inferno, le sorelle trans sono perseguitate, e molte sono state già uccise. Mary mi ha detto che tu potresti aiutarci.”
“Sì, non ti preoccupare, ho studiato la questione,” risposi subito, tirando nel frattempo fuori da una tasca invisibile un piccolo congegno elettronico. “Vedete questo gingillo? E’ un emettitore di raggi antitransfobici. E’ innocuo per tutti meno che per i transfobici” proseguii, “se azionato dapprima fa scoppiare il cazzo a quegli stronzi, poi se proseguono nelle loro idee fa scoppiare loro in cervello. Lo ammetto non è proprio un oggetto da pacifisti, ma io sono una intersex di lotta dura senza paura, non una gandhiana”.


Mary ed Emy si guardarono negli occhi ed all’unisono urlarono:“ATTIVALO SUBITO, TI PREGO!”


Non persi tempo, premetti il bottone e dopo nemmeno un secondo dalla finestra arrivarono grida tremende. Erano le grida dei membri del clero a cui era scoppiato il cazzo e così il giorno dopo tutto il clero di Away era stato reso impotente, esautorato da ogni potere.


Fu un giorno di festa collettiva in tutto il pianeta, ed io come immaginate lo festeggiai a modo mio con Mary.


Quando vide la mia vagina lanciò un gridolino di gioia, ci abbracciammo ed iniziammo a fare l’amore. Il suo cazzo entrò dentro la mia passera e mentre lei mi scopava io mi masturbavo. Poi fu la volta mia, infilai il mio cazzo nel suo culo, e poi di nuovo il suo cazzo nella mia bocca. Sborrammo entrambe dopo due ore di sesso continuato.
La sera facemmo il bis, e la mattina dopo tornai a New-Tokyo sulla Terra.E’ sempre bello aiutare le amiche. Bacini bacini care e cari.

Che l’orgasmo sia con voi!

La nuova Pinka si presenta

Questa è solo l’introduzione alle nuove storie di Pinka ed è in fondo una storia molto seria.

Dedicato a tutt* le/gli intersessuali che ogni anno vedono la luce in Italia e che sono sottopost* a terribili mutilazioni sessuali .


Ciao ciccine e ciccini, sono tornata e sono cambiata.

Oh, non preoccupatevi sono sempre la solita favolosa Pinka solo che ho cambiato taglio dei capelli e … ma procediamo con calma.
Un annetto fa stavo parlando del più e del meno con la mia amica Endy mentre bevevamo il decimo margarita a testa in un bar di Mexixo-City, quando Endy se ne viene fuori con:

“Ma ti rendi conto di quel che ti hanno fatto? E’ mostruoso!”

“Ehhh ?”

“Ma sì, non fare la finta tonta, quello che ti hanno fatto alla nascita!”

“Intendi dire il trasduttore spazio temporale inserito nelle palle?”

Effettivamente dopo dieci margarita ero leggermente sbronza e per niente veloce di comprendonio.

“Ufff, ma no, il trasduttore è una cosa ottima, beata te che ce l’hai. Mi riferisco alla tua vagina.”

“Ma io non ho la vagina!”

“Infatti è questo il problema, tu l’avevi ed ora non ce l’hai più.”

“Lo so lo so, fu una decisione del medico della clinica neonatale”.

“Improvvida? Fu una decisione criminale, presa senza il consenso dei tuoi genitori!” proseguì alterata Endy. “Sai benissimo che quando sei nata la chiesa ipercattolica spadroneggiava in tutto l’universo. E sai bene che il medico che ti ha fatto nascere era un ipercattolico, di quelli più schifosi. Insomma, la chiesa ipercattolica non concepiva niente altro che non la dualità femmina/maschio. Ogni anno il 2% dei nascituri è intersessuale, ovvero nasce con entrambi gli organi genitali maschili e femminili”.

“Lo so, lo so Endy. Io ero una di queste intersessuali, una abominio per la chiesa”.

“Esatto, e cosa fece il buon dottore? Decise lui che sesso dovevi avere secondo la sua testa malata. Fu questione di pochissimo, ti asportò ovaie e vagina, sperando di poterti far diventare un vero maschio.”

“Vero, ma non fece i conti con i miei genitori, che appena scoperto quanto combinato lo appesero letteralmente per le palle al muro! Morì di lenta agonia, fortunatamente moooolto lenta, ma ormai il disastro era stati fatto. Fortunatamente i miei genitori non mi dettero mai gli ormoni per rendere il resto del mio corpo compatibile con il mio cazzo, e questo che vedi è il risultato … che direi essere splendido!”

“E certo che sei splendida” disse Endy “ ma …”

“Ma cosa?”

“Hai mai pensato di rifarti costruire la vagina? I progressi medici sono ormai tali che la vagina sarebbe in tutto e per tutto come se non te l’avessero mai asportata … potresti addirittura rimanere incinta”.

Il sasso era lanciato, Endy mi aveva indubbiamente scossa.


Lì per lì decisi di non pensarci, con Endy andammo nella nostra camera d’albergo e facemmo sesso per tre ore di fila (non vi dico i particolari, diciamo che alla fine cazzo e culo mi bruciavano assai).

Ma ormai il tarlo mentale aveva iniziato la sua opera.

“Chissà come sarebbe avere una vagina ed accogliere dentro un cazzo” pensavo, “io l’ho infilato in tantissime passere e culi, ma l’ho ricevuto solo nel mio (splendido) culetto!”


Dopo una settimana decisi. Mi presentai alla clinica REVERSE e tempo due giorni uscii fuori con la mia passera nuova di zecca. Cazzi dell’universo, aspettatemi!!!


Ciccine e ciccini, sono la nuova Pinka, sempre pronta a salvare l’universo dalle forze del male e sempre pronta a fare sesso … ed oggi ancor più di ieri.

Che l’orgasmo sia con voi!

Pinka si congeda.

Con il capitolo 19 ho concluso la pubblicazione a puntate delle storie di Pinka.

Spero che vi siano piaciute, anche se si tratta di banale narrativa pornografica.

Se volete potrò pensare a nuove storie e pubblicarle nelle prossime settimane.

Nel frattempo possiamo pensare che Pinka si sia presa una vacanza da sogno con una delle sue amanti.

Capitolo 19: Attenti al lupo (ultimo capitolo delle storie di Pinka)

Dove Pinka capisce che i lupi sono animali meravigliosi.


Dopo la vacanza a New-Collodi avevo rivalutato le fiabe
per bambini terrestri. Decisi quindi di farmi una cultura leggendo tutto ciò che avevo rifiutato da bambina.
Leggi che ti leggi arrivai a Cappuccetto Rosso.

Lessi il libro tutto di un fiato ma questo sarebbe un libro per bambini? E’ un horror mascherato, con tanto di stupro e vendetta.

Scoprii ben presto che sul libro erano stati scritto saggi e girati anche film horror. Ma si sa, le fiabe di quei tempi erano spesso tremende.

In ogni caso, curiosa come sempre, iniziai a cercare in IperGog, hai visto mai che come per Pinocchio esistesse un mondo-vacanze ispirato alla favola? Cercai, cercai, ma niente, nessuno aveva pensato alla favola di Cappuccetto Rosso.
Ormai stavo rinunciando quando vidi un Pubblicità Progresso dell’ente cosmico protezioni lupi. Cazzo, i lupi si stavano estinguen- do ovunque, colpa soprattutto degli umani. Colpevolizzati nei mil- lenni sono sempre stati sterminati, senza nessuna vera ragione. Sembrava esistere nell’universo solo un pianeta dove i lupi vivevamo felici, si chiama FLOW e si strova nella lontanissima galassia NGC666. Beh, ottima occasione per un viaggetto fuori programma. In onore di cappuccetto rosso mi misi un piccolo cappuccio rosso sangue in testa e presi un cestino da viaggio (con dentro tanti bellissimi sexy toy), regolai il trasduttore spazio-temporale e nel tempo di un battito di ciglia arrivai su FLOW.

Il pianeta era completamente ricoperto da un fitto bosco che non faceva filtrare la luce dei 5 soli che alternativamente comparivano in cielo. Un bosco in perenne semioscurità. Mi venne a mente la favola di Biancaneve, e mi chiesi se per caso avrei incontrato una casetta di nani con dei cazzi enormi.

Vagai per il bosco senza meta, ma niente, nessun nano e purtroppo nessun cazzo all’orizzonte. Stanca di questo mio girare a vuoto mi fermai in una piccola radura. Tirai fuori dal cestino il mio dildo anale ed iniziai un’auto inculata mentre con l’altra mano mi facevo una sega senza fine. Stavo per sborrare quando sentii un fruscio provenire dal fitto bosco. Mi sfilai il dildo dal buco del culo e mi misi ad ascoltare.

Il fruscio si faceva sempre più vicino. Ad un tratto vidi spuntare un bellissimo lupo dagli occhi di fuoco. Ero affascinata e niente affatto intimorita. Il lupo si avvicinò, con la coda e le orecchie ritte, non aveva nessuna paura. Arrivato ad un metro da me si gettò a terra a pancia insù. Era un cucciolone ed aveva voglia di coccole. Iniziai a grattarlo delicatamente tra le orecchie, e poi ad accarezzargli la pancia. Man mano che lo carezzavi vidi ingrossarsi sempre di più il suo pene, che alla fine diventò enorme. Il lupo sembrava felicissimo ed oggettivamente molto molto arrapato.

So io di cosa hai voglia mio bel lupacchiotto!” pensai tra me. Mi misi subito a pecorina, ed il lupo senza perdere neanche un momento … zac mi infilò il suo cazzo nel culo. Iniziò a fottermi sbavando dalla contentezza.

Vabbè non fu una scopata lunga, ma sicuramente fu intensa e soprattutto animalesca. Venne, in modo abbondante, ed io leccai tutto lo sperma rimasto sul suo cazzo … non era salatino come quello umano, piuttosto aveva un che di selvaggio, comunque buono.

Una volta finito il lupo come a ringraziarmi mi leccò con la faccia e silenzioso come era arrivato se ne tornò nel bosco. Io azionai il mio trasduttore e rientrai a casa. Era stata un’esperienza unica. Viva i lupi!

Che l’orgasmo sia con voi!