Capitolo 17: Insight su Marte

Dove Pinka e Green, andando indietro nel tempo, decidono di fare uno scherzo alla NASA.


Ooooooohhh… ” il grido finale di piacere della mia amica Green diceva tutto, era venuta, il mio cazzo aveva sborrato nella sua passera neo–marziana ed eravamo appagate. Sesso prolungato con tecniche antiche marziane che Green mi aveva sapientemente insegnato in anni ed anni di scopate intergalattiche.

Anche questa volta era stato bellissimo, le sue antenne e le sue tette vibravano dal piacere. Dopo aver passato un’intera notte a fare sesso era arrivata l’ora del riposo. Ci mettemmo a sonnecchiare e la sera ci svegliammo cariche come pile atomiche. Green (che tra parentesi non si chiama così, il suo nome vero è XWYTCHWZ, impossibile da pronunciarsi per chi non è marziano) aveva appena trovato nella mia libreria un vecchio libro della mia infanzia dal titolo “Razzi, Missili e Satelliti”, una storia della conquista umana dello spazio” e sfogliandolo arrivò al capitolo sulle missioni su marte.

La più importante missione fu quella di Insight, circa 3000 anni fa, fu la missione che fece scoprire ai terrestri la civiltà marziana, da secoli e secoli sviluppatasi nel sottosuolo di Marte. Stava leggendo della missione quando ebbe un’idea: “Pinka, e se cambiassimo leggermente il flusso della storia facendo un piccolo scherzo ai terrestri? Andiamo su Marte e ci facciamo fotografare da Insight!

Ahhh queste neo-marziane che non studiano la meccanica quantistica dei viaggi nel tempo. Le spiegai che potevamo benissimo farlo, non avremmo però cambiato il flusso del tempo, ma piuttosto avremmo creato un ennesimo nuovo universo parallelo (cazzo, neanche la fisica di Everett conosceva!)

Questa precisazione la rese ancora più intraprendente “Dai Pinka, partiamo, andiamoooooo, ti farò un pompino sulla superficie di marte se andiamo!” Potevo tirarmi indietro? Ovviamente no, regolai il trasduttore spazio–temporale e nel giro di pochi secondi ci ritrovammo proprio di fronte alla telecamera di Insight che iniziò a riprenderci.

Proprio in quell’istante (il primo dicembre 2018, alle 00:00, ora di Greenwich), secondo quanto previsto da Everett, un nuovo universo prese vita. Un universo in tutto e per tutto uguale a quello conosciuto sino a quell’istante temporale. Ora dovevamo compiere la nostra missione, non si fanno nascere nuovi universi se poi non condiamo la nascita con tanto sesso.

Green prese il mio cazzo in bocca ed iniziò a farmi un pompino con tecnica marziana (mentre la bocca lavorava le antenne sulla testa si allungavano massaggiandomi le palle). Io da parte mia avevo infilato la mia lingua nella sua passera, e leccavo avidamente i suoi due clitoridi. Più leccavo e più il pompino diventava intenso e più il pompino diventava intenso più leccavo la sua passera. Andammo avanti così sino a quando non venimmo insieme, Io iniziai a sborrare, credevo di non finire più (dopo averle riempito la bocca continuai per almeno 5 minuti), Green proruppe in un grido prolungatissimo che si perse nella rarefatta atmosfera marziana.

Sulla terra alla Nasa avevano visto tutto. Lascio a voi immaginare le reazioni sul pianeta terra.

Che l’orgasmo sia con voi.

Deep universe 69: nuova serie (2)

La serie Deep universe 69 prosegue, questi sono i viaggi dell’astronave NCC 696969.

Primo Contatto: direttiva 1 della flotta stellare.

Nel caso i membri dell’equipaggio di un’astronave della flotta stellare stabiliscano un primo contatto con una specie culturalmente evoluta, è assolutamente obbligatorio che i suddetti membri sottostiano alle richieste sessuali della specie contattata.