Le nuove avventure di Pinka. Parte 2 de “il pianeta Three”

Parte 2: entra in scena il Narratore

E’ pazza, continuavo a dirmi. Comunque passai il resto della giornata a guardare video porno ed a masturbarmi. E non guardatemi male! La masturbazione è una cosa piacevole, perché rinunciarci?

Dopo essere andata a cena con la mia amica Marzi (con finale scoppiettante a luci rosse) andai a dormire sapendo che l’indomani mi avrebbe aspettato la missione su Three.

Dormii come un masso, e la mattina successiva ero pronta. Impostai il trasduttore spazio-temporale (a quel tempo era ancora inserito dentro alle palle) ed in un baleno mi ritrovai alle coordinate indicatemi da Trois, ovvero in uno splendido parco con fontana dove le statue di tre ninfe spruzzavano getti d’acqua dalle passere, come enormi squirting.

La cosa che mi colpì fu che ogni ninfa aveva tre teste … forse un richiamo a qualche antica religione del pianeta.

Ad un certo punto … “Pinkaaa!!!”

una voce mi chiamò alle spalle. Mi girai e vidi una meravigliosa ragazza, pelle verde, un corpo da urlo e … tre tette. Cazzo quanto era bella.

“Tu sei Trois?” chiesi alla ragazza

“Ma certo, ed ora che ti vedo mi sento più tranquilla … ho anche comprato un frullatore nuovo e …”

“Fermaaa ti prego, non parliamo dei tuoi elettrodomestici! Ti supplico.”

“Certo certo, hai ragione anche tu.”

“Senti Trois, dobbiamo parlare, non sto ancora a capirci niente.”

“Certamente, saliamo in casa mia, parleremo con calma bevendo un bicchiere di Ripasso delle colline della Policella.”

Salimmo in casa, Trois preparò due bicchieri di ottimo rosso, che poi diventarono quattro, sei, otto ed infine dieci. Finito il mio quinto bicchiere, chiesi a Trois di spiegarmi che stesse accadendo.

“La storia è lunga, diciamo che un anno fa ha preso il potere tale Salvoni, che in nome della lega dei paesi della sovranità ha deciso che il numero tre non va d’accordo con le sacre scritture, specialmente quelle in cui si dice che Dio è uno e bino. Ha quindi deciso che ogni terzo attributo fisico che noi possediamo debba essere rimosso chirurgicamente. A me rimuveranno una tetta, a Favina rimuoveranno un cazzo, e così via …”.

“Ma avevi detto che non verrà lesa la libertà di nessuno!!”

“L’ho detto per non farti preoccupare … temevo che se tu lo avessi saputo avresti rinunciato all’incarico.”

Trois si sbagliava, non avrei rinunciato all’incarico, specialmente dopo aver capito quanto grave fosse la situazione, ma ora il problema era come risolvere la questione prima che iniziassero le mutilazioni corporali.

Inutile, non avevo nessuna idea se non una rivolta popolare … ma organizzare una rivolta nel giro di pochi giorni prima che iniziassero le mutilazioni era impossibile.

Iniziai a pensare sempre più intensamente quando una lampadina si illuminò nella mia testa.

“Narratore? Io ti invoco, palesati!”

Non mi era rimasta altra alternativa che invocare sua maestà il Narratore, amico (si fa per dire) della mia cara Endy.

Booommm, un’esplosione seguita da una nuvola di fumo con un forte odore di zolfo ed il narratore si manifestò davanti a noi in tutta la sua possenza e nudità (peccato per il suo micropene, ma non si può mica avere tutto).

“Chi mi ha evocato?” tuonò con una voce da far tremare anche la più potente Amazone dell’Universo.

“Senti cocco di mamma, inutile che tu faccia il gradasso, so tutto di te, la mia amica Endy tra una scopata e l’altra mi ha raccontato un bel po’ di cose.”

“Cazzo” rispose con voce improvvisamente mite “tu conosci Endy? Ero intento a far uscire di senno sia Cara che Lenny, spaccando loro i cabasisi in modo infame, e mi hai interrotto, spero che sia davvero importante”.

“Certo che lo è, ed anche se sei un rompicoglioni patentato Endy mi ha detto che in quanto Narratore puoi fare cose che rasentano il miracoloso.”

Ciò detto gli raccontai tutto quanto stava accadendo nel pianeta Three.

“Tutto qui?” disse con fare strafottente, mentre in modo ben poco professionale si menava il suo micropene. “Ok, sistemerò tutto in pochi secondi, 3, 2, 1, fatto!”

“Ehhh???”

“E’ stato semplice, grazie al mio potere di Narratore ho cambiato la memoria di Salvoni. Ora è convinto che tutti nel pianeta avessero 4 tette oppure 4 peni od anche 4 teste ecc, e che il suo editto fosse quello di tagliare la quarta copia di ogni attributo. Dato che tutti hanno tre tette, peni, teste, lui è convinto di aver ottenuto quanto desiderato. Non ci sarà nessuna mutilazione. Ora però fammi tornare ad importunare Cara. Oh quanto vorrei portarmela a letto, mica per fare chissà cosa, solo una leccatina alla sua passera.”

Così detto svanì in una nuova nuvola di fumo.

Trois era allucinata, “ma è davvero tutto finito?” quasi urlò.

“Ma certo, cara mia, e secondo me ora dobbiamo festeggiare e so io come.”

“No no ferma, siamo solo in due, non si può!” esclamò Trois “lasciami prima chiamare la mia amica Trepìpi.”

Passarono solo 10 minuti ed alla porta si presentò una bellissima bionda, tette piccole (due) e tre magnifici cazzi.

Credo che immaginiate cosa accadde.

Facemmo sesso in tre come se non ci fosse un domani. I tre cazzi fecero tutto il loro dovere, penetrando e sbarrando più e più volte (anche il mio non scherzò in quanto a penetrazioni e sborrate).

Dopo 3 ore di sesso continuato arrivò il momento di salutarci. Era nata una nuova amicizia, Trois mi era rimasta nel cuore … ed anche la sua passerina nonché le tre tette.

FINE

Che l’orgasmo sia con voi!

Pinka: Un’avventura sul pianeta Away

1. Da qualche parte in un pianeta lontano lontano…

“Ahiiii” gridò Sup, il Sommo Sacerdote della casta dei Guardiani della Luce Nucleare, “così mi fai male!”
“Ma mio Sommo Sacerdote” rispose Pidock “sto seguendo alla lettera le istruzioni del Sacro Libro su come si incula un alto prelato!”
“Sentimi un po’ piccolo pidocchio di nome e di fatto” disse Sup calandosi la lunga tonaca ed allontanandosi da Pidock “il libro dice sempre il vero, ma tu hai una minchia grande come quella di un cavallo e non hai usato neanche la vaselina.”
“Ha ragione o Sommo Sup, ma la vaselina costa ed io sono un semplice pretino con uno stipendio misero”.
“Uffa, basta così, mi hai rovinato la giornata, ormai non si trova più un prete che ti sappia inculare come si deve, di questo passo dove andremo a finire? Cosa hai studiato a fare in seminario se non sai nemmeno infilarlo in culo ad un tuo superiore? E tutti quei ragazzini che vi forniamo per fare allenamento? Suvvia passiamo al lavoro che oggi non è cosa per il sesso. Ci sono comunicazioni degne della mia attenzione?”
“Aspetti che controllo la corrispondenza. Ah ecco sì, c’è una supplica della capo-centrale Emy, che chiede di risparmiare la vita alle sue consorelle transessuali!”
“E questa la ritieni una comunicazione degna di nota, pidocchio dei miei stivali? Quelle sono delle perverse che vanno contro la Divina Luce Nucleare. Salvare la loro immonda vita? Devono morire e poi bruciare all’inferno, Capitooo!” urlò Sup. “Ed ora tirati su i pantaloni e vatti a lavare il cazzo che è tutto lordo di merda”

2. Pinka

Ciao ciccine ciccine, come state?

Spero bene. Se avete letto la mia prima storia sapete che mi sono fatta ricostruire la vagina. Ormai ho iniziata ad usarla come si deve. Prima con i dildo ed i vibratori, e poi finalmente con qualche cazzo vero e proprio. E’ una sensazione ancora strana per me, sicuramente il tipo di piacere che provo durante il sesso è diverso da quello che mi da il mio cazzo. Insomma, una cosa meravigliosa. Meno male che Endy me lo ha fatto capire.


Oggi voglio raccontarvi della mia missione sul pianeta Away.
Stavo per sperimentando l’utilizzo della Vagina facendo sesso estremo con tre mie amiche transessuali (ognuna munita di un cazzo niente male) quando mi arrivò una chiamata sull’interfono di emergenza galattico.
Uffi, stavo godendo come una maiala (qual io sono, a giudicare da naso, coda ed orecchi), ma non potevo non rispondere.


“Pronto, chi parla?” chiesi
“Bzz aiut bzzz o aiu bbzzz t bzzz…”
Cazzo la linea era disturbatissima, ma mi sembrava di aver inteso che fosse una richiesta di aiuto.
“Non capisco! Chi sei?”
“Pinka aiutooo bzzz sono Mary di Away bzzzz, devi venirci ad bzzzz aie bzzz tare… bzzzzz”. E la linea cadde.


Mary? La bellissima transessuale di Away con cui avevo avuto una relazione una decina di anni fa chiedeva il mio aiuto, ma che stava accadendo sul suo pianeta?
Chiesi lumi all’assistente onnisciente galattico:
“AleXa, cosa sta accadendo su Away?”
La risposta arrivò subito.
“Away sta precipitando in un nuovo medio evo, le conoscenze scientifiche sono ormai pressoché dimenticate e le vecchie centrali nucleari a fusione sono ora controllate dal Clero dei Guardiani della Luce Nucleare. Il Clero ha instaurato una vera e propria dittatura religiosa nel pianeta. Pratiche comuni come la transessualità sono ora punite selvaggiamente, coloro che ci hanno fatto ricorso rischiano la pena di morte tramite esposizione alle radiazioni nucleari.”


Ma era terribile, dovevo fare qualcosa, e dovevo farlo subito. Azionai il mio nuovo trasduttore spazio-temporale (ora non si trova più dentro i testicoli, ma dietro la nuca) ed in un’attimo mi ritrovai su Away.


Quello che un tempo era un pianeta pieno di gioia di vivere, colorato, regno del sesso libero, ora appariva spettrale.

Donne, uomini, trans ed intersex erano tutti vestiti con una tunica grigia che li copriva dalla testa ai pedi lasciando spazio solo per il viso.
Ma non solo i vestiti erano grigi, lo era tutto.


Dovevo assolutamente entrare in contatto con Mary. Fortunatamente avevo conservato il numero del suo cellulare 3D.


“Moshi moshi, chi è?”
“Sono Pinka!”
“Dio mio, allora hai sentito il mio messaggio di aiuto, quanto vorrei che tu fossi qui.”
“Ma io sono su Away!! Incontriamoci prima possibile.”.
“Cazzooo non sai come sono felice! Ma ti sei coperta con la tunica? Non puoi andare in giro nuda, non siamo mica sulla Terra” rispose Mary “procuratene una e vediamoci nella città di Niihb, piazza centrale, sotto il porticato sud. Mi riconoscerai perché avrò al braccio la fascia verde da addetta pulizia delle centrali nucleari”.


Ordinai subito al trasduttore spazio temporale di simulare una tunica grigia sopra il mio (splendido) corpo e poi in un biz mi ritrovai nel luogo dell’appuntamento.
Aspettai solo un’oretta ed alla fine vidi arrivare Mary. Feci per abbracciarla, ma lei: “ Ferma, sei pazza? Se vedono due persone solo sfiorarsi non ci pensano un attimo a fulminarle. Qui tutto ciò che è gioia e contatto fisico è vietato, se non per i membri del clero”.
“Ho capito, ma dobbiamo pur parlare.”
“Certo, seguimi in casa di una compagna della resistenza, si chiama Emy”.


Camminammo per un dedalo di stradine, ed alla fine arrivammo all’appartamento di Emy.
Una volta al sicuro dentro casa potei abbracciare Mary baciandola ardentemente, nonché salutare Emy con una carezza sul suo volto stanco.”
“Qui ormai è un inferno, le sorelle trans sono perseguitate, e molte sono state già uccise. Mary mi ha detto che tu potresti aiutarci.”
“Sì, non ti preoccupare, ho studiato la questione,” risposi subito, tirando nel frattempo fuori da una tasca invisibile un piccolo congegno elettronico. “Vedete questo gingillo? E’ un emettitore di raggi antitransfobici. E’ innocuo per tutti meno che per i transfobici” proseguii, “se azionato dapprima fa scoppiare il cazzo a quegli stronzi, poi se proseguono nelle loro idee fa scoppiare loro in cervello. Lo ammetto non è proprio un oggetto da pacifisti, ma io sono una intersex di lotta dura senza paura, non una gandhiana”.


Mary ed Emy si guardarono negli occhi ed all’unisono urlarono:“ATTIVALO SUBITO, TI PREGO!”


Non persi tempo, premetti il bottone e dopo nemmeno un secondo dalla finestra arrivarono grida tremende. Erano le grida dei membri del clero a cui era scoppiato il cazzo e così il giorno dopo tutto il clero di Away era stato reso impotente, esautorato da ogni potere.


Fu un giorno di festa collettiva in tutto il pianeta, ed io come immaginate lo festeggiai a modo mio con Mary.


Quando vide la mia vagina lanciò un gridolino di gioia, ci abbracciammo ed iniziammo a fare l’amore. Il suo cazzo entrò dentro la mia passera e mentre lei mi scopava io mi masturbavo. Poi fu la volta mia, infilai il mio cazzo nel suo culo, e poi di nuovo il suo cazzo nella mia bocca. Sborrammo entrambe dopo due ore di sesso continuato.
La sera facemmo il bis, e la mattina dopo tornai a New-Tokyo sulla Terra.E’ sempre bello aiutare le amiche. Bacini bacini care e cari.

Che l’orgasmo sia con voi!

Capitolo 16: Una cartolina (Le storie di Pinka)

Dove Pinka riceve una inaspettata cartolina da parte di una sua ex–amica.

Driiiiin, driiiiin, driiiiin … il campanello suonò tre volte, e come accade in tutto il cosmo, questo era sicuramente il robot-postino che puntualissimo alle 9 di mattina consegnava la posta … una cartolina da parte di Etsuko. Incredibile, erano cinque anni che non ne avevo notizie.

Non aveva a quanto sembra perso l’abitudine per un leggero esi- bizionismo, la cartolina non era niente altro che una sua foto presa mentre si trapanava la passera con un enorme vibratore. Ah quanto avrei voluto essere io quel vibratore. Ma subito mi ricordai che io ed Etsuko non ci eravamo lasciate propriamente di amore ed accordo. La nostra storia di amore finì quando la scoprii a scopare con Marika, la mia peggiore nemica. Io non sono gelosa, mai stata, ma non puoi dire di amarmi e poi andare subito dopo a letto con un’essere schifosa come Marika, eh no, era intollerabile. Ed allora perché quella cartolina?

Eccheccazzo, Etsuko sapeva bene che sono più curiosa di una gatta, e che non avrei resistito. Ed infatti, passati 5 minuti feci il numero di telefono di Etsuko.

“Pronto, Etsuko?” dissi appena rispose.
“Pinkaaaaaaa” rispose quasi urlando dalla gioia la mia (ex?) amica. 

“Si può sapere perchè mi hai scritto?”
“Ma perché ti adoro, Pinka amore mio”.


E no, cazzo! Non poteva prendermi per il culo così, sapeva bene quel che aveva combinato 5 anni addietro, non poteva far finta di niente.

 “Sentimi un po’ Etsuko stronza che non sei altro, si può sapere che vuoi davvero?” 

dissi in uno scoppio di ira. Ed Etsuko iniziò a rac- contare. Mi raccontò di come Marika l’avesse venduta come schiava alla terribile tribù nomade dei Puareg del deserto di Dune, di come fosse riuscita a fuggire con un’astronave di sfruttatori della prostituzione che la costrinsero a battere per tutte le strade della nebulosa di Orione, di come grazie ad un misterioso principe celestino riuscì a raggiungere la tenuta dei suoi su Hermes XIX, di come con orrore scoprì che suo padre aveva venduto tutto ai merda-vermi, ed infine di come fosse riuscita finalmente dopo cinque anni a tornare a casa.

Il racconto ormai era finito in un pianto a dirotto, con Etsuko che singhiozzando mi chiedeva di perdonarla.

Io non sono vendicativa, e senza nemmeno deciderlo coscientemente scoprii che l’avevo perdonata. Lo dissi ad Etsuko e lei iniziò a strillare dalla gioia, una gioia incontenibile, soprattutto per le mie povere orecchie da porcella. Promisi di andare a trovarla prima possibile, e così la settimana successiva, preparato un bagaglio leggero, regolai il trasduttore spazio-temporale e mi materializzai a casa sua.

Mi buttò le braccia al collo ed iniziò a baciarmi. Le sue labbra sembravano non volersi staccare più dalle mia. Poi … dalle labbra passò al mio cazzo, un pompino lunghissimo e meraviglioso, ed infine mi chiese di prenderla da dietro. Non me lo feci ripetere, la sua passera era bagnatissima, perfetta per mio cazzo intirizzito. Scopammo come se non ci fosse un domani, poco prima di venire Etsuko volle di nuovo il mio cazzo in bocca. Così sborrai e lei bevve tutto. L’amicizia era stata rinnovata, suggellata dal sesso e dalla passione.

Che l’orgasmo sia con voi!

Capitolo 15: Sete, sete, sete (Le storie di Pinka)

Dove Pinka prova l’arsura da deserto.

Mi ricordo ancora di quella volta che con Asumi avevamo combattuto i giganteschi bruchi del deserto di DesX. In realtà la battaglia fu facile da vincere, il problema è che eravamo rimaste isolate nel mezzo del deserto. Un deserto senza dune … piatto più piatto della pianura padana. Non eravamo pazze, ci eravamo portate da bere e mangiare in gran quantità (un’intera iper-cucina), ma lo stesso quei tre soli rossi ed il deserto facevano venir sete continuamente.

Avanzammo lentamente nel deserto sino a che non giungemmo ad un’oasi. Da un rubinetto aperto sgorgava continuamente puro sperma di terrestre arrapato! Siamo pazzi? Un esercito di segaioli terrestri aveva riempito un deposito di sperma su DesX? Follia allo stato puro. In ogni caso lo assaggiai, non era male, solo un po’ trop- po salato, tipico dello sperma terrestre. Io ed Asumi eravamo stan- che e decidemmo di pernottare in quell’oasi dello sperma sgorgante. Ci accampammo e nella migliore tradizione del popolo di Asumi

mangiammo in modo pantagruelico yakitori e teppaniaki (la nostra autobotte era munita anche di una riserva di cibo e di robot-chef certificato tre stelle Michelino). Finito di mangiare il cibo favoloso preparato dal robot, ovviamente innaffiato da sake sopraffino prove- niente dal Kiushu, decidemmo di darci ad altre attività gratificanti. Indovinate quali? Ovviamente parlo di sesso. Peccato che la sensa- zione di sete provocata dal deserto continuasse senza tregua, unica nota stonata in quella serata meravigliosa.

Asumi iniziò a succhiare i capezzoli delle mie tette (bellissime, lo ripeto) e poi io feci altrettanto cone le sue. Poi con la lingua pas- sai alla sua passera calda e bagnatissima. Miele allo stato puro, non mi sarei mai stancata di leccarla, ma poi Asumi con tono tra l’imperioso ed il gentile mi disse “adesso sdraiati e fatti una sega, ma che sia una sega lunga, lunghissima”. Ubbidii senza fiatare (cazzo, dopo l’avventura a Nuova-Verona forse ci stavo prendendo gusto a fare la schiava). Iniziai a masturbarmi e vidi che in piedi sopra di me Asumi stava facendo la stessa cosa, le sue dita stavano massaggiando la sua passera in un modo che solo le donne sanno fare.

Asumi godeva, io godevo e le due masturbazioni proseguivano, sempre più veloci e sempre più sconvolgenti. Dopo un tempo che mi parve infinito sborrai e contemporaneamente in uno squirting epocale Asumi mi inondò del suo liquido, ed io a bocca aperta bevvi, bevvi bevvi. La sete da deserto si placò improvvisamente ed io capii di cosa avevo davvero bisogno.

Che l’orgasmo sia con voi!

Santa Prosperosa

Inizia con questo pio disegnino la serie dei Santini.

Un grazie di cuore ad Endorsum per l’idea di proporvi la mia nuova serie di santini.

Spiaggia nudista

A San Vincenzo (LI) abbiamo tantissime spiagge libere, e tra questi la lunga spiaggia detta “Nido dell’Aquila”. È una spiaggia naturista ufficiale del comune di San Vincenzo. Tutti sono bene accetti, giovani, vecchi, grassi, magri, lesbiche, gay, etero, bisex, donne, uomini, transessuali, intersessuali … insomma tutti,… e nessuno gioca a pallone o con le racchette 😉

Britty la transex: il popolo delle tombe

Si dice che quando viveva nel nostro mondo Britty fosse una transex bellissima, desiderata sia dagli uomini che dalle donne.

Ma un giorno si presentò a casa sua un prete, la chiamò satana, bestia immonda, creatura abominevole ed alla fine la uccise piantandole un coltello nel petto.

Il prete morì mesi dopo, e subito fu spedito nel reparto “preti schifosi” del paradiso, a mangiare merda per l’eternità (il paradiso non è un bel posto). Britty invece trovò una nuova bellissima “vita” nel mondo del popolo delle tombe.

Ora Britty è felice, è amata da tutti e non deve più aver paura dei preti.

MARIKA LA ROSSA

Senza volerlo coscientemente, forse portato dagli eventi, sto riprendendo una vecchissima serie dedicata ai supereroi comunisti, ovviamente di mia invenzione. La prima serie credo risalga a 4 o 5 anni fa.